Scontri alla manifestazione pro Palestina a Brescia, dieci identificati

Indagini della Digos e della Scientifica dopo i disordini del 22 settembre vicino alla stazione ferroviaria

polizia

Sono già dieci le persone identificate dalla polizia dopo i gravi scontri avvenuti a Brescia durante la manifestazione pro Palestina di lunedì 22 settembre. L’attività investigativa della Digos e della Scientifica, che hanno visionato per ore i filmati delle telecamere, si concentra sulle fasi più concitate avvenute a ridosso della stazione ferroviaria.

La serata era degenerata quando un gruppo di manifestanti ha tentato di superare il cordone di sicurezza per raggiungere lo scalo ferroviario. Il tentativo di sfondamento è stato preceduto dal lancio di oggetti – bottiglie, sassi e altri materiali – ritenuti dagli investigatori elementi preparati in anticipo per innescare i disordini. Le forze dell’ordine hanno quindi risposto con cariche mirate a contenere la folla e a impedire l’accesso all’area sensibile.

Gli scontri hanno provocato nove feriti lievi: quattro agenti di polizia e cinque manifestanti, tra cui un 17enne. Tutti sono stati medicati in ospedale e dimessi senza conseguenze gravi.

Il questore di Brescia, Paolo Sartori, ha condannato duramente gli episodi di violenza, sottolineando come una manifestazione che nasceva con l’intento di promuovere la pace si sia trasformata in atti violenti e premeditati contro le forze di polizia. «Non è ammissibile – ha dichiarato – che simili scene possano ripetersi».

Le indagini non mirano soltanto a individuare i responsabili per procedere con le denunce di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Si valutano anche misure di prevenzione, tra cui la possibile revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione per i cittadini stranieri coinvolti.

A rendere ancora più preoccupante la situazione, alcune frasi intercettate durante la manifestazione, come «Andiamo alla stazione e spacchiamo tutto», che confermerebbero la volontà di trasformare l’evento in una vera e propria guerriglia urbana.

Il contrasto con la manifestazione mattutina, pacifica e senza disordini, è stato netto. Gli inquirenti sottolineano infatti che le proteste serali sono più difficili da gestire in termini di ordine pubblico. Il momento cruciale resta quello dell’assalto verso la stazione, da cui sarebbero partite le violenze che hanno scatenato la risposta delle forze dell’ordine.

Il materiale raccolto – immagini, testimonianze e rapporti – verrà ora trasmesso all’autorità giudiziaria, che dovrà valutare le eventuali responsabilità penali dei soggetti già identificati e di coloro che potrebbero emergere dalle indagini ancora in corso.

Redazione

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