Finto agente della Locale in fuga, due complici fermati a Desenzano del Garda

È successo nella mattinata di martedì a Desenzano del Garda, durante un servizio di controllo del territorio mirato alla prevenzione dei reati contro il patrimonio

È successo nella mattinata di martedì a Desenzano del Garda, durante un servizio di controllo del territorio mirato alla prevenzione dei reati contro il patrimonio. I Carabinieri della Compagnia locale hanno notato un uomo che si aggirava con atteggiamento sospetto, indossando una divisa riconducibile a quella della Polizia Locale. L’uomo, però, non è mai stato identificato ufficialmente: si è infatti dato alla fuga al momento dell’intervento delle forze dell’ordine, riuscendo a far perdere le proprie tracce.

Nel frattempo, i militari sono riusciti a bloccare una Mini Clubman sulla quale viaggiavano due presunti complici del falso agente. I carabinieri hanno chiuso le possibili vie di fuga con un’azione rapida e mirata. Nonostante i tentativi di eludere il controllo, i due uomini a bordo del veicolo sono stati fermati e identificati. Si tratta di un italiano di etnia sinti, classe 1969, e di un cittadino brasiliano nato nel 1997, entrambi già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici. Il primo era sottoposto alla sorveglianza speciale ed è stato arrestato anche per resistenza a pubblico ufficiale. Il secondo, che si trovava in regime di affidamento in prova, è stato denunciato a piede libero.

All’interno della Mini Clubman i carabinieri hanno rinvenuto un vero e proprio kit da truffatore seriale: targhe clonate, un dispositivo jammer per inibire i segnali elettronici, un radio-scanner, tesserini e biglietti da visita contraffatti, una scala telescopica e numerosi attrezzi da scasso. Il materiale suggerisce un’attività ben organizzata e potenzialmente legata a episodi di truffa e furto. Le forze dell’ordine stanno ora approfondendo il possibile coinvolgimento del gruppo in truffe a danno di anziani, in particolare con la tecnica del falso agente di polizia locale, già segnalata in più casi nelle province di Brescia e Verona. L’obiettivo è capire se vi siano legami tra i fermati e recenti furti in abitazione registrati nella zona.

Redazione

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