Dopo la morte di Rossana Cerretti, l’appello dei docenti: “Riconoscere l’usura del mestiere”

Il Coordinamento nazionale dei docenti dei diritti umani chiede al ministro Valditara una riforma strutturale della professione: “L’insegnamento è un lavoro logorante, serve sostegno e dignità economica”.

La morte improvvisa della professoressa Rossana Cerretti, docente di lettere al liceo Copernico di Brescia, ha scosso il mondo della scuola italiana. La docente è stata trovata senza vita, con la penna ancora tra le dita, mentre stava correggendo i compiti dei suoi studenti: un’immagine che, come ha sottolineato il presidente del Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani (Cndddu), Romano Pesavento, “incarna la dedizione assoluta di chi considera l’insegnamento non solo un lavoro, ma una missione civile, culturale e morale”.

Pesavento, in una nota diffusa dopo la tragedia, ha lanciato un appello accorato sulla condizione degli insegnanti italiani, descrivendo un mestiere sempre più difficile e logorante: “Oggi insegnare è un lavoro usurante, complesso e spesso solitario. Le aule sono lo specchio delle tensioni sociali e familiari del nostro tempo: gli studenti portano con sé fragilità psicologiche, disagi emotivi, diversità culturali e bisogni educativi speciali che i docenti affrontano quotidianamente, spesso senza strumenti né supporto adeguato”.

Il presidente del Coordinamento ha ricordato come gli insegnanti, oltre al ruolo didattico, siano costretti ad assumere funzioni di mediatori, consiglieri, figure di sostegno umano e affettivo, in un contesto di crescente isolamento professionale. Una realtà che, secondo Pesavento, “racconta una scuola che vive grazie all’impegno silenzioso di chi non si risparmia mai”.

Alla componente emotiva e relazionale del mestiere si sommano ritmi di lavoro frenetici, carichi burocratici opprimenti e continue riforme frammentarie, che hanno progressivamente minato il senso di riconoscimento sociale del ruolo dell’insegnante. “È doveroso ribadire che insegnare logora – ha aggiunto Pesavento –. L’impegno educativo richiesto ogni giorno è pari, se non superiore, a quello di molte professioni già considerate usuranti”.

Di fronte a questo scenario, il Cndddu ha rivolto un appello diretto al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, chiedendo una riforma complessiva e strutturale della professione docente. L’obiettivo, secondo il Coordinamento, deve essere quello di riconoscere ufficialmente la natura usurante dell’insegnamento, di introdurre reali misure di sostegno psicologico e organizzativo, di ridurre gli oneri amministrativi e di rafforzare la rete di supporto nelle scuole.

Pesavento ha infine sottolineato l’urgenza di un adeguamento economico significativo per gli insegnanti, la cui retribuzione “non riflette ancora l’importanza sociale, culturale e civile del loro ruolo”.

La tragica scomparsa di Rossana Cerretti, ha concluso, “non deve restare un episodio isolato di commozione, ma diventare un segnale di consapevolezza collettiva”, un punto di partenza per una riflessione nazionale sulla condizione di chi ogni giorno forma le nuove generazioni.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

farmacia
Sei segnalazioni a Nave per un nuovo tentativo di truffa che sfrutta il nome della...
Polizia
Un tentativo di truffa ai danni di un’anziana residente in via delle Rimembranze, a Desenzano,...
ex scuola di Navezze
L'edificio scolastico, chiuso nel giugno 2025, diventerà un centro di aggregazione per giovani, associazioni e...

Altre notizie