È scomparso nella notte tra il 22 e il 23 ottobre a São Paulo do Brasil don Giacomo Begni, sacerdote salesiano originario di Pontoglio (Brescia). La notizia della sua morte è stata resa nota dalla Fondazione Opera Don Bosco Onlus di Milano, che ne ha ricordato con profonda commozione la figura di missionario e educatore instancabile.
Nato il 2 settembre 1952, don Begni aveva abbracciato la vita salesiana nel 1976 e ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel 1985. Dopo i primi anni di servizio in Italia, si era trasferito in Brasile, dove da lungo tempo operava presso l’Opera Social Dom Bosco Itaquera e il Centro Social Santa Luzia di São Paulo. Qui aveva dedicato la propria vita a sostenere i bambini e i ragazzi provenienti dalle realtà più povere e difficili, offrendo loro non solo istruzione ma anche un punto di riferimento umano e spirituale.
In una nota ufficiale, la Fondazione Opera Don Bosco Onlus lo ha descritto come un esempio di fedeltà al carisma di Don Bosco, sempre sorridente, accogliente e animato da un entusiasmo contagioso. La sua missione pastorale, segnata da una profonda attenzione ai giovani in condizioni di fragilità, ha lasciato un segno indelebile nella comunità salesiana e tra coloro che lo hanno conosciuto.
Il presidente della Fondazione, Michele Rigamonti, ha voluto ricordare il sacerdote con parole di grande affetto: «Per noi, don Giacomo ha sempre rappresentato il vero missionario salesiano: con il sorriso sulle labbra, la battuta pronta e l’abbraccio che sapeva accogliere chi era nella sofferenza. Quando gli dicevamo che si dedicava troppo ai suoi ragazzi, ci rispondeva ironico: “Il riposo? Certo… in Paradiso! Come ci insegnava don Bosco!”».
Don Begni ha incarnato pienamente lo spirito salesiano, unendo il lavoro educativo all’impegno sociale e pastorale. La sua vita in Brasile è stata segnata da progetti concreti per l’infanzia disagiata, ma anche da un’instancabile fede nel valore della comunità e nella forza dell’educazione come strumento di riscatto.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione sia in Italia che in Brasile, dove le comunità salesiane lo ricordano come un punto di riferimento, un padre e un amico. La sua eredità spirituale continuerà a vivere nelle opere e nelle persone che ha formato con il suo esempio.
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