Una tragedia annunciata si è consumata a Castelnuovo del Garda, dove Douglas Reis Pedroso, 41 anni, ha ucciso la moglie Jessica Custodia de Lima Stapazzollo, 33 anni, colpendola con “un numero smisurato di coltellate”, come riferito dalla Procura di Verona. Entrambi di origine brasiliana, vivevano in un appartamento di via Silvio Pellico, diventato nella notte teatro di un nuovo drammatico episodio di violenza domestica.
L’allarme degli amici e il ritrovamento del corpo
A lanciare l’allarme sono stati gli amici della vittima, preoccupati perché non riuscivano più a contattarla da sabato. Quando i carabinieri sono intervenuti nell’abitazione, hanno trovato il corpo della donna senza vita, con evidenti segni di accoltellamento. L’uomo non era in casa al momento del ritrovamento, ma è stato rintracciato e arrestato poco dopo dai militari della Compagnia di Peschiera del Garda.
Secondo la ricostruzione, Pedroso avrebbe chiamato i carabinieri intorno alla mezzanotte dichiarando l’intenzione di togliersi la vita. Gli investigatori del Ris stanno ora conducendo accertamenti tecnico-scientifici per stabilire l’esatta dinamica del delitto, mentre il medico legale dovrà definire data e ora del decesso.
Un passato di violenze e denunce
Dalle prime indagini emerge un quadro di maltrattamenti e abusi pregressi. Jessica, infatti, aveva già denunciato in passato il compagno per violenze domestiche, salvo poi ritirare la denuncia. Il contesto familiare difficile le era costato anche la perdita dell’affidamento della figlia avuta da una precedente relazione, su richiesta del padre della bambina.
L’uomo aveva precedenti per aggressione, minacce e abuso di alcol e stupefacenti. Nel dicembre 2024 era stato accusato di violenza sessuale ai danni della sorella della vittima e di resistenza a pubblico ufficiale durante l’intervento dei carabinieri. Lo scorso 17 settembre 2025 la Procura di Verona aveva chiesto il rinvio a giudizio per i reati contestati.
Misure cautelari e braccialetto elettronico
Nel mese di aprile 2025, Pedroso era stato arrestato per un’ulteriore aggressione a Jessica: l’aveva gettata a terra, trascinata per i capelli e colpita al volto con una chiave. Dopo quell’episodio, il giudice aveva disposto il divieto di avvicinamento alla vittima e successivamente l’applicazione del braccialetto elettronico, misura che avrebbe dovuto impedirgli ogni contatto con la moglie.
Al momento del fermo, tuttavia, l’uomo non indossava più il dispositivo, e il ricevitore consegnato alla vittima è stato ritrovato nascosto nel garage della madre a Ponti sul Mincio. Un dettaglio che solleva nuovi interrogativi sull’efficacia dei controlli nei casi di violenza domestica e sull’applicazione delle misure di protezione previste per le vittime.
Le indagini e le responsabilità istituzionali
Il coltello utilizzato per l’omicidio è stato rinvenuto all’interno dell’auto del killer. Secondo la Procura, Pedroso faceva un uso smodato di alcol e droghe, fattore che potrebbe aver aggravato la sua instabilità e la pericolosità del suo comportamento.
Il femminicidio di Jessica Custodia de Lima Stapazzollo rappresenta l’ennesimo caso di violenza di genere culminato in tragedia, nonostante precedenti denunce, ammonimenti e misure restrittive. La vicenda riaccende il dibattito sulla necessità di strumenti di tutela più efficaci per prevenire nuovi episodi simili, soprattutto nei confronti di donne già note ai servizi sociali e alle autorità.
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