Attimi di panico domenica 2 novembre a Brescia, dove un autobus di linea è stato teatro di un grave episodio di intossicazione collettiva. Quindici passeggeri sono rimasti coinvolti dopo che uno spray urticante, probabilmente al peperoncino, è stato spruzzato all’interno del mezzo mentre transitava all’altezza di piazza Repubblica. L’episodio ha causato tosse, lacrimazione e difficoltà respiratorie tra i presenti, costringendo l’autista a fermare immediatamente il veicolo.
Con prontezza, il conducente ha accostato e aperto le porte per aerare il mezzo, permettendo ai passeggeri di allontanarsi rapidamente, approfittando anche della pioggia battente per disperdere il contenuto irritante. All’arrivo dei soccorsi – un’automedica del 118 e un’ambulanza – solo tre persone sono rimaste sul posto per ricevere assistenza sanitaria: si tratta di due donne e dell’autista stesso, che sono stati medicati per le reazioni più gravi ma non è stato necessario il trasporto in ospedale.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Brescia, che hanno avviato le indagini per identificare il responsabile. Al momento non è chiaro se si tratti di un gesto deliberato o di una “bravata” finita male, ma l’episodio ha riacceso l’attenzione su un fenomeno che non sembra isolato.
Episodi analoghi nei giorni precedenti
Sabato sera, in via Conicchio sulla strada per Nave, era già stato segnalato un episodio simile. L’intervento dell’Areu aveva richiesto il supporto delle forze dell’ordine, ma all’arrivo non sono stati trovati né feriti né elementi utili per ricostruire l’accaduto.
Un altro caso si era verificato martedì 28 ottobre su un autobus di linea della società Arriva, lungo la Strada Provinciale 7 tra Leno e Brescia. In quell’occasione, un giovane è stato identificato e affidato ai genitori: ai carabinieri ha dichiarato di aver trovato una bomboletta spray a terra e di averla spruzzata per curiosità, per poi disfarsene.
Un pericolo sottovalutato
L’utilizzo improprio di spray urticanti in spazi chiusi come autobus, treni o aule scolastiche rappresenta un rischio concreto per la salute e la sicurezza pubblica. Le sostanze contenute in questi dispositivi, anche se legali per l’autodifesa personale, possono provocare gravi reazioni in ambienti affollati o poco ventilati, come dimostrano i sintomi registrati dai passeggeri coinvolti.
Le autorità invitano chiunque fosse presente sull’autobus o abbia informazioni utili a farsi avanti, anche in forma anonima, per contribuire all’individuazione del responsabile. Ogni dettaglio potrebbe essere determinante per chiarire le dinamiche e prevenire nuovi episodi.
Nel frattempo, cresce la preoccupazione tra i cittadini e le aziende del trasporto pubblico, che chiedono maggiore sorveglianza e interventi di prevenzione, soprattutto nei mezzi frequentati da adolescenti. Le forze dell’ordine stanno monitorando la situazione per verificare eventuali connessioni tra i diversi episodi segnalati nell’ultima settimana.
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