Sciopero nazionale dei medici di famiglia: ambulatori chiusi ma garantite le urgenze

Mercoledì 5 novembre i medici di famiglia aderenti allo Snami (Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani) incroceranno le braccia per una giornata di sciopero nazionale

medico di base

Mercoledì 5 novembre i medici di famiglia aderenti allo Snami (Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani) incroceranno le braccia per una giornata di sciopero nazionale. L’iniziativa ha come obiettivo la difesa della medicina di base, dell’autonomia professionale dei medici e della qualità dell’assistenza ai cittadini. Nel Bresciano gli iscritti al sindacato sono circa 120, ma allo sciopero potranno partecipare anche i non iscritti.

Nonostante la serrata, la continuità delle cure nelle situazioni urgenti sarà comunque garantita. Gli ambulatori resteranno chiusi, ma i medici risponderanno alle chiamate e interverranno in caso di emergenze. Inoltre, saranno confermate le visite già programmate ai pazienti gravi inseriti nei servizi di Assistenza domiciliare integrata (ADI).

Tra le motivazioni che spingono i camici bianchi alla protesta vi è la volontà di preservare il ruolo di “medico di fiducia”, senza trasformarsi in semplici impiegati del sistema sanitario. «Il ruolo unico è stato definito in modo vago — spiega il vicepresidente di Snami Brescia, Giovanni Gozio — e i giovani colleghi non sanno che cosa li aspetta nel loro futuro professionale».

Lo Snami sottolinea inoltre la necessità di regole chiare, tempi adeguati e maggiori tutele per chi cura. Tra le richieste, spicca quella di equiparare la maternità dei medici di famiglia a quella dei dipendenti pubblici, un passo importante per garantire pari diritti e sostenibilità del lavoro.

Un altro tema centrale riguarda la formazione. Il sindacato denuncia la carenza di investimenti e propone di rendere la medicina generale una specialità a tutti gli effetti, superando il sistema dei corsi regionali. «Senza risorse oggi — avverte Gozio — domani non ci sarà più nessuno negli ambulatori».

Infine, la protesta si concentra contro l’eccessiva burocrazia che grava sull’attività quotidiana dei medici. «Siamo costretti a sottrarre tempo alla clinica per occuparci di pratiche amministrative e piattaforme informatiche che spesso non funzionano, come Siss e Arvax. È una situazione insostenibile», aggiunge il rappresentante dello Snami.

Redazione

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