Dietro la facciata del turismo, emerge un sistema sommerso di evasione fiscale e irregolarità lavorative. È quanto ha portato alla luce la Guardia di Finanza di Brescia, che da agosto ha intensificato i controlli nelle principali aree turistiche della provincia. Oltre 100 gli accertamenti effettuati, tra strutture ricettive, ristorazione e bed & breakfast: il risultato è un bilancio preoccupante fatto di lavoro nero, evasione fiscale e attività abusive.
Secondo quanto riferito in una nota ufficiale, la somma complessivamente sottratta al fisco supera il mezzo milione di euro. Le zone sotto osservazione includono i principali poli turistici del territorio, in particolare Desenzano, Moniga, Iseo, Malonno, ma anche Brescia città, la Franciacorta, il lago di Garda e la Valcamonica.
Turismo fuori legge: i numeri degli illeciti
I dati raccolti dalla Guardia di Finanza parlano chiaro:
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50 lavoratori in nero scoperti, di cui 37 solo nell’area di Brescia e hinterland;
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38 lavoratori irregolari, ovvero senza regolare contratto o con contratti difformi;
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Oltre 8.000 corrispettivi non certificati, tra ricevute mai rilasciate o non memorizzate, e pagamenti non registrati;
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Redditi evasi per circa 500.000 euro, suddivisi tra 357.000 euro nei territori lacustri e 130.000 euro nel capoluogo;
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Un B&B completamente abusivo;
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Un’attività di pubblico spettacolo priva di licenza.
Sanzioni e sospensioni
La gravità delle irregolarità rilevate ha portato alla sospensione di 10 attività, colpite in particolare per l’impiego di lavoratori senza contratto. In aggiunta, la Guardia di Finanza ha contestato:
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14 violazioni sul Codice identificativo nazionale (CIN) per case vacanza e appartamenti turistici, con sanzioni da 1.000 euro ciascuna;
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Infrazioni legate al mancato pagamento dell’imposta di soggiorno, del canone Rai e delle marche da bollo.
Controlli anche fuori stagione
L’attività ispettiva, pur collocata nel periodo post-estivo, conferma un fenomeno non episodico, ma diffuso e sistematico. Il turismo nel Bresciano, soprattutto in aree ad alta affluenza come i laghi e le zone vinicole, genera un indotto rilevante che però non sempre rispetta le regole fiscali e lavorative.
L’azione della Guardia di Finanza mira a tutelare non solo l’erario, ma anche i lavoratori regolari e gli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle normative. Contrastare il sommerso significa garantire concorrenza leale e difendere i diritti di chi lavora nel settore.
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