Il taglio delle accise sui carburanti rappresenta un intervento utile ma non risolutivo per il sistema produttivo italiano. È questa la posizione espressa dal presidente di Confindustria Brescia, Paolo Streparava, durante un’audizione presso la Commissione Finanze del Senato, nell’ambito del confronto sui decreti fiscali ed energetici. Secondo il rappresentante degli industriali, la misura non è sufficiente a sostenere concretamente la manifattura, alle prese con costi sempre più elevati e margini di programmazione ridotti.
Pur riconoscendo la necessità dell’intervento, Streparava ha sottolineato come il taglio delle accise abbia un impatto limitato nel tempo e non incida sulle dinamiche strutturali che influenzano la competitività delle imprese. L’obiettivo di contenere i rincari e contrastare fenomeni speculativi viene ritenuto condivisibile, così come il sostegno a cittadini e autotrasportatori in una fase economica complessa. Tuttavia, il beneficio resta circoscritto e temporaneo.
Al centro della riflessione vi è un tema più ampio e strategico: il costo complessivo dell’energia. Per il comparto manifatturiero, infatti, il problema principale non è il prezzo dei carburanti alla pompa, ma l’intero sistema dei costi energetici che incide su produzione, investimenti e pianificazione aziendale. Una riduzione momentanea delle accise, ha evidenziato Streparava, non consente alle imprese di definire con certezza listini, contratti e strategie industriali di medio-lungo periodo.
Nel corso dell’intervento, è stato affrontato anche il tema della Transizione 5.0. Il presidente di Confindustria Brescia ha definito “giusta e necessaria” la revisione introdotta dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dopo le criticità emerse in seguito al ridimensionamento dei fondi destinati ai progetti esclusi. Una correzione ritenuta fondamentale per ristabilire un rapporto di fiducia tra istituzioni e imprese, elemento considerato imprescindibile per lo sviluppo economico.
Un altro punto chiave riguarda la chiarezza normativa. Le imprese, ha spiegato Streparava, necessitano di strumenti semplici, coerenti e rapidamente applicabili. Indipendentemente dalla forma tecnica degli incentivi, come crediti d’imposta o contributi diretti, ciò che conta è l’efficacia economica finale, che deve essere uniforme e garantire condizioni di cumulabilità certe.
Nel contesto attuale, segnato da tensioni geopolitiche e rallentamento della domanda, è stata inoltre evidenziata la necessità di una maggiore flessibilità a livello europeo. Streparava ha espresso condivisione rispetto alle posizioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sottolineando come l’attuale fase richieda strumenti straordinari. Le rigidità delle regole di bilancio europee vengono considerate non adeguate alla situazione economica in corso, con il rischio di limitare ulteriormente la capacità di intervento degli Stati.
Particolarmente critico il passaggio dedicato alle istituzioni europee. Le recenti posizioni di Bruxelles, contrarie a una sospensione delle regole fiscali, sono state accolte con sorpresa dal mondo industriale. Secondo Streparava, il contesto attuale rappresenta una crisi evidente, caratterizzata da costi energetici elevati e instabilità internazionale, che richiederebbe risposte più incisive e coordinate.
Il messaggio finale lanciato dal presidente di Confindustria Brescia è chiaro: il sistema produttivo continua a sostenere il proprio ruolo, ma non può essere lasciato solo. Tra energia cara, vincoli comunitari e incertezze economiche, le imprese chiedono interventi strutturali e duraturi, in grado di garantire stabilità e prospettive di crescita.
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