A Peschiera del Garda è stato trovato senza vita in casa Giancarlo Signor, 64 anni, il cui corpo era in condizioni di mummificazione. L’uomo, originario della Sardegna ma residente da circa vent’anni nella cittadina veronese, sarebbe deceduto all’inizio del 2025, secondo le prime ricostruzioni. La scoperta è avvenuta solo mesi dopo, quando i proprietari dell’appartamento hanno cercato di consegnargli le nuove chiavi dopo un cambio di serratura.
La vicenda ha ora assunto anche una dimensione pubblica: durante la trasmissione di Rai 1 «La vita in diretta» è stato lanciato un appello per rintracciare eventuali familiari e conoscenti, mostrando la foto dell’uomo per facilitare il riconoscimento e ricostruire i contatti personali del 64enne.
L’obiettivo è semplice ma delicato: informare chi lo conosceva della sua morte e risalire ai parenti per consentire una corretta gestione delle pratiche e della memoria del defunto.
Una vita riservata tra il lago e la solitudine
Secondo quanto riferito da chi lo conosceva, Giancarlo Signor era una persona estremamente riservata. In paese era noto per il suo stile di vita solitario, ma non conflittuale. Alcuni residenti lo ricordano come un uomo gentile, che non creava problemi e che viveva in modo discreto, mantenendo pochi rapporti sociali.
Aveva lavorato per le ferrovie in passato e coltivava una forte passione per la pesca, attività che lo portava spesso sulle rive del lago di Garda. Non era raro vederlo nel Canale di Mezzo o nelle aree portuali, dove scambiava qualche parola con i marinai dei traghetti Navigarda.
Chi lo conosceva racconta anche della sua abitudine di vivere a stretto contatto con l’ambiente naturale. Il lago rappresentava per lui un punto di riferimento costante, e spesso veniva visto nuotare, talvolta con la muta o in costume, oppure muoversi con attrezzatura da pesca.
Il silenzio degli ultimi mesi e la scoperta
Nei mesi precedenti al ritrovamento, la sua assenza non aveva inizialmente destato particolari allarmi. La sua natura schiva aveva portato molti a pensare che fosse semplicemente partito per la Sardegna o per altri periodi di isolamento, come già accaduto in passato.
Tuttavia, con il passare del tempo, alcuni conoscenti hanno iniziato a chiedersi dove fosse finito, notando un’assenza prolungata rispetto alle sue abitudini. Nonostante ciò, nessuno aveva insistito oltre, rispettando la sua riservatezza.
La svolta è arrivata quando i proprietari dell’abitazione, dopo aver cambiato la serratura e dovendo consegnare le nuove chiavi, non hanno ricevuto risposta. A quel punto sono stati allertati i vigili del fuoco, intervenuti insieme ai carabinieri, che hanno forzato l’ingresso e fatto la tragica scoperta.
Un funerale discreto e la ricerca dei legami familiari
Dopo il ritrovamento, per Giancarlo Signor si è svolta una cerimonia definita come un «funerale di povertà » nel cimitero di Peschiera, in attesa che eventuali familiari possano essere individuati.
L’episodio ha riacceso l’attenzione sulla condizione di persone che, pur vivendo per anni in una comunità , possono restare ai margini dei legami familiari e sociali più stretti. Ora la speranza è che l’appello televisivo possa permettere di ricostruire almeno una parte della sua storia personale e dei suoi affetti.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.