Scatta un’interdizione totale in un’ampia area boschiva del territorio di Salò, in località Missanina, dopo il rinvenimento di residuati bellici inesplosi risalenti ai conflitti mondiali. L’ordinanza urgente è stata firmata dal sindaco Francesco Cagnini e prevede il divieto assoluto di accesso pedonale, ciclabile e veicolare per chiunque non sia autorizzato, oltre al blocco di qualsiasi attività di scavo o modifica del terreno.
Il provvedimento riguarda l’intera area boschiva a ridosso del confine con Roè Volciano, una zona che comprende numerosi sentieri escursionistici molto frequentati, tra cui percorsi del CAI e itinerari naturalistici come l’Archeotrekking del Monte Covolo e del Lago di Lucone.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, l’area sarebbe stata in passato sede di una polveriera militare della Prima guerra mondiale, successivamente distrutta da un bombardamento aereo nel novembre 1944 durante la Seconda guerra mondiale. L’esplosione avrebbe disperso nel territorio circostante numerosi ordigni inesplosi, che nel tempo continuano a riaffiorare a causa dell’erosione del suolo e dell’attività umana.
L’accesso alla zona interessata avviene tramite le vie Bissinico, nel territorio di Salò, e via Missana nel comune di Roè Volciano. Proprio questi varchi sono stati transennati per impedire qualsiasi ingresso non autorizzato nell’area considerata a rischio.
Negli ultimi giorni, la situazione è diventata più delicata dopo alcuni interventi già effettuati sul posto. A inizio mese, infatti, la Questura di Brescia aveva segnalato il ritrovamento di un ordigno, poi bonificato dal Decimo Reggimento Genio Guastatori di Cremona. Successivamente, i carabinieri hanno individuato e fatto brillare altri due residuati bellici, in particolare bombe a mano tipo Sipe risalenti alla Grande Guerra.
Gli episodi hanno rafforzato il sospetto che nell’area possano essere ancora presenti ulteriori ordigni inesplosi, motivo per cui le autorità hanno deciso di procedere con la chiusura preventiva del sito.
L’ordinanza resterà in vigore a tempo indeterminato, fino alla revoca formale che potrà avvenire solo dopo le verifiche del tavolo tecnico prefettizio e la definizione di un piano coordinato di bonifica da parte degli specialisti del Genio militare.
Nel frattempo, le autorità invitano residenti ed escursionisti al rispetto rigoroso dei divieti, sottolineando il rischio concreto legato alla presenza di residuati bellici ancora attivi nel sottosuolo.
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