Sirmione, coppia di settantenni arrestata con 305 chili di hashish

Arrestata a Sirmione una coppia di 73 e 70 anni: in casa e in cantina la polizia ha trovato 305 chili di hashish. Decisivo un telecomando.

Un’operazione antidroga partita da Bologna ha portato fino a Sirmione, dove una coppia di settantenni, apparentemente estranea a precedenti vicende giudiziarie, è stata arrestata dopo il ritrovamento di 305 chili di hashish nascosti nell’abitazione e nella cantina. I due coniugi, di 73 e 70 anni, sono accusati di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio.

L’indagine è stata condotta dalla Squadra Mobile di Bologna, con la collaborazione della Squadra Mobile di Brescia e degli agenti del commissariato di Desenzano del Garda. L’inchiesta aveva preso avvio nel territorio bolognese e riguardava un gruppo ritenuto coinvolto in un’attività di distribuzione di stupefacenti.

Il punto di svolta è arrivato il 6 ottobre, quando gli investigatori hanno fermato un furgone Fiat Talento sul quale viaggiavano un 25enne con precedenti e un cittadino moldavo di 21 anni, incensurato. Il mezzo era già seguito dagli agenti nell’ambito degli accertamenti sui movimenti dei sospettati.

Alla vista della polizia, il conducente avrebbe tentato di allontanarsi, arrivando a urtare alcune vetture di servizio prima di essere fermato. La perquisizione del veicolo ha permesso di scoprire un ingente quantitativo di droga e una consistente somma di denaro.

Nel furgone sono stati trovati 101,15 chili di hashish, nascosti all’interno di un doppiofondo ricavato sotto un falso scaffale in legno. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato 63mila euro in contanti, mentre altri 420 euro sono stati trovati addosso al conducente.

Ma tra gli oggetti recuperati a bordo ce n’era uno apparentemente secondario che si è rivelato decisivo per proseguire l’indagine: un mazzo di chiavi con un telecomando per l’apertura di un cancello automatico. Il giovane moldavo non avrebbe fornito spiegazioni ritenute plausibili sulla provenienza delle chiavi.

Gli investigatori hanno quindi cercato di ricostruire gli spostamenti precedenti del furgone, analizzando anche le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti sul territorio. Le verifiche hanno permesso di stabilire che il mezzo, prima di raggiungere Bologna, era transitato da Sirmione.

A quel punto gli agenti hanno raggiunto l’indirizzo individuato e verificato quale cancello fosse compatibile con il telecomando sequestrato. Il dispositivo ha effettivamente consentito di aprire l’accesso allo stabile. Da lì è scattata la perquisizione dell’abitazione e degli spazi collegati.

All’interno della proprietà è stato scoperto il principale deposito di stupefacenti. Nell’appartamento e nella cantina erano custoditi complessivamente 305 chili di hashish, quantitativo che ha portato all’arresto dei due coniugi.

La coppia, fino a quel momento incensurata, è stata quindi coinvolta nell’inchiesta che aveva avuto origine a Bologna. Le indagini hanno inoltre portato al coinvolgimento di altri soggetti appartenenti allo stesso contesto investigativo.

Nel corso delle operazioni, infatti, gli agenti hanno eseguito ulteriori accertamenti nei confronti di una donna di 48 anni, madre dei due fratelli al centro dell’indagine. Anche nella sua abitazione sono stati trovati altra sostanza stupefacente e denaro contante, con una parte della droga nascosta all’interno di un cassetto del frigorifero.

Al termine dell’operazione le persone arrestate sono risultate complessivamente sei: i due coniugi di Sirmione, i due fratelli di 25 e 23 anni, la loro madre e il 21enne moldavo che si trovava alla guida del furgone. Per tutti l’ipotesi di reato è quella di concorso nella detenzione di stupefacenti finalizzata allo spaccio.

Il quantitativo complessivamente sequestrato nell’operazione raggiunge circa 420 chili di hashish, per un valore stimato dagli investigatori in circa 5 milioni di euro sul mercato illecito.

L’indagine, partita dal monitoraggio di alcuni giovani sospettati di gestire un’attività di spaccio, ha quindi consentito di individuare anche un presunto deposito nel territorio gardesano. Un ruolo centrale nella ricostruzione della rete sarebbe stato svolto proprio da un elemento apparentemente marginale: il telecomando trovato nel furgone, che ha permesso agli investigatori di individuare il cancello dell’abitazione di Sirmione.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

lutto
L'episodio, avvenuto nel pomeriggio di mercoledì, ha lasciato nello sconforto l'intera cittadinanza...
Polizia Locale
L'obiettivo primario dell'iniziativa è garantire una presenza capillare e versatile sui territori comunali afferenti...
Carabinieri
Custodia cautelare in carcere per il figlio ventunenne e denuncia a piede libero per il...

Altre notizie