Brescia, genitori chiedono più controlli contro le aggressioni in centro

Dopo due aggressioni subite dallo stesso minorenne in pochi mesi, una famiglia chiede più videosorveglianza e pattuglie a piedi nelle zone della movida

La sicurezza dei minorenni nelle ore serali torna al centro delle preoccupazioni di alcune famiglie bresciane. A riaccendere l’attenzione sono le due aggressioni subite da un adolescente nel centro storico di Brescia nell’arco di poco più di tre mesi, episodi che hanno spinto i genitori a rivolgere un appello alle forze dell’ordine e alle istituzioni.

La richiesta non nasce da una contestazione nei confronti degli operatori impegnati quotidianamente nei servizi di controllo. I genitori sottolineano infatti di riconoscere la presenza delle pattuglie sul territorio, ma ritengono che, alla luce di quanto accaduto, siano necessarie ulteriori misure per aumentare la sicurezza dei ragazzi che frequentano il centro durante il fine settimana.

Tra le proposte indicate dalla famiglia ci sono un incremento delle telecamere di videosorveglianza e una maggiore presenza di agenti a piedi, anche in borghese, soprattutto nelle aree maggiormente frequentate dai giovani.

La prima aggressione vicino al Duomo vecchio

Il primo episodio risale al 27 giugno 2026. Il ragazzo si trovava in compagnia di alcuni amici nei pressi del Duomo vecchio quando sarebbe stato avvicinato da un giovane che lo avrebbe afferrato per un braccio intimandogli di consegnare il denaro che aveva con sé.

La somma richiesta era minima: il ragazzo avrebbe consegnato cinque euro. La situazione, tuttavia, avrebbe potuto degenerare. Alcuni complici si sarebbero infatti posizionati tra la vittima e l’aggressore, creando una sorta di barriera a protezione di quest’ultimo.

A evitare ulteriori conseguenze sarebbe stata l’intuizione di un amico del minorenne. Il ragazzo avrebbe fatto credere agli aggressori che il padre fosse arrivato per prendere i giovani, inducendoli ad allontanarsi.

La famiglia aveva successivamente presentato denuncia. Secondo quanto riferito dai genitori, però, gli accertamenti non avrebbero ancora consentito di individuare i responsabili. Un elemento considerato particolarmente significativo è l’assenza di telecamere nella zona in cui si sarebbe verificata l’aggressione, che avrebbe reso più complessa la ricostruzione dei fatti.

Il secondo episodio a piazza Vittoria

A distanza di alcuni mesi, il minorenne sarebbe stato nuovamente coinvolto in un episodio di violenza. L’aggressione è avvenuta nella serata di sabato scorso, in una zona non lontana da quella del primo episodio, nei pressi di piazza Vittoria.

In questo caso, secondo la ricostruzione fornita dalla vittima, il contatto sarebbe iniziato con una domanda apparentemente banale: «Perché non mi hai salutato?». La situazione sarebbe rapidamente degenerata.

Il ragazzo sarebbe stato afferrato per il collo e costretto a sedersi sugli scalini. Sarebbero poi arrivati schiaffi e calci, ai quali il minorenne non sarebbe riuscito inizialmente a sottrarsi.

Ancora una volta, la situazione si sarebbe risolta grazie all’intervento di altre persone. Un amico avrebbe chiesto a un adulto presente di fingere di essere il genitore di uno dei ragazzi. Anche questa strategia avrebbe avuto un effetto deterrente, contribuendo a interrompere l’aggressione.

Un gruppo numeroso e la paura dei genitori

Secondo quanto riferito dalla vittima, il gruppo coinvolto nell’episodio sarebbe stato composto da circa nove ragazzi, accompagnati anche da un cane. L’aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 21.30.

Per il minorenne le conseguenze non sarebbero state soltanto fisiche. Dopo due episodi ravvicinati, la preoccupazione riguarda anche l’impatto psicologico e il timore di nuovi episodi quando il ragazzo si trova fuori casa con gli amici.

La famiglia sostiene inoltre di essere a conoscenza di altri casi che avrebbero coinvolto giovani nella zona. Secondo quanto riferito dai genitori, in alcune circostanze le vittime e le loro famiglie avrebbero scelto di non presentare denuncia per paura di possibili ritorsioni.

È proprio questo clima di preoccupazione a spingere i genitori a chiedere un rafforzamento dei controlli.

«Più telecamere e agenti a piedi»

La richiesta avanzata dalla famiglia non mette in discussione il lavoro svolto dalle forze dell’ordine. I genitori riconoscono infatti che le pattuglie in automobile sono presenti nelle strade della città, ma ritengono che il presidio possa essere rafforzato con modalità differenti.

L’obiettivo indicato è aumentare la presenza visibile degli agenti nelle aree frequentate dai minorenni, affiancando alle pattuglie anche servizi a piedi e controlli in borghese.

Parallelamente, viene considerata importante l’estensione della rete di videosorveglianza. La presenza di telecamere, secondo la famiglia, potrebbe avere una duplice funzione: contribuire a prevenire comportamenti violenti e fornire elementi utili alle indagini qualora si verificassero nuovi episodi.

La vicenda riporta così l’attenzione sulla sicurezza dei ragazzi nelle ore serali e sulla necessità, evidenziata dai genitori, di rendere più capillare il controllo delle zone del centro storico frequentate durante il fine settimana.

Redazione

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