Furti contestati a due carabinieri sul Garda: tre indagati davanti al giudice, attesa per la decisione

Si sono svolti gli interrogatori dei tre indagati, chiamati a rispondere nell’ambito dell’inchiesta relativa ad alcuni furti contestati ai due militari

La vicenda che coinvolge due carabinieri in servizio in una stazione del Garda e una donna accusata di riciclaggio entra in una nuova fase sul piano giudiziario. Si sono svolti gli interrogatori dei tre indagati, chiamati a rispondere nell’ambito dell’inchiesta relativa ad alcuni furti contestati ai due militari.

La pm Claudia Moregola, titolare del fascicolo, ha chiesto per tutti la custodia cautelare in carcere. Le difese hanno invece avanzato una richiesta meno restrittiva, sollecitando la concessione degli arresti domiciliari per i rispettivi assistiti.

Il giudice si è riservato di decidere sulle singole posizioni. La decisione potrebbe arrivare già nella giornata odierna oppure essere comunicata nei prossimi giorni.

Gli interrogatori: una memoria difensiva e due silenzi

Nel corso degli interrogatori, uno dei due carabinieri ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il collega più giovane, invece, ha depositato una memoria difensiva nella quale avrebbe espresso le proprie scuse per i comportamenti contestati.

Anche la fidanzata del militare che ha presentato la memoria ha preferito non rispondere alle domande. La donna risulta indagata per riciclaggio, in relazione alla vicenda al centro dell’inchiesta.

Le diverse strategie difensive saranno valutate dal giudice insieme alle richieste avanzate dalla Procura, in vista della decisione sulle eventuali misure cautelari da applicare agli indagati.

L’inchiesta partita dalle segnalazioni dei colleghi

L’indagine è emersa nei giorni scorsi, dopo alcune segnalazioni arrivate da colleghi dei militari coinvolti. Secondo quanto ricostruito finora, i due carabinieri si sarebbero impossessati di alcuni monili. Le persone coinvolte avrebbero inizialmente ritenuto di essere state vittime di una truffa commessa da individui che si presentavano come appartenenti alle forze dell’ordine.

L’ipotesi investigativa presenta quindi un elemento particolarmente delicato: i presunti autori dei fatti sarebbero stati, secondo l’accusa, due militari effettivamente appartenenti all’Arma. Un aspetto che rende la vicenda ancora più complessa, considerando la diffusione delle truffe in cui i malviventi si fingono carabinieri o altri rappresentanti delle forze di polizia per guadagnare la fiducia delle vittime e sottrarre denaro o oggetti di valore.

Le responsabilità dei tre indagati restano comunque da accertare nel corso del procedimento giudiziario.

Carabinieri sospesi e perquisizioni nelle abitazioni

Le indagini sono state affidate ai carabinieri della Compagnia di Desenzano, con il supporto del Nucleo investigativo di Brescia. Gli investigatori sono stati chiamati a ricostruire i fatti e a verificare il possibile coinvolgimento dei due militari.

I carabinieri indagati, rispettivamente di 55 e 38 anni, sono stati sospesi dal servizio. Le forze dell’ordine hanno inoltre eseguito perquisizioni nelle loro abitazioni, nell’ambito degli accertamenti finalizzati a raccogliere elementi utili all’inchiesta.

L’attività investigativa è ancora in corso e potrebbero emergere ulteriori dettagli capaci di chiarire la dinamica degli episodi contestati e le eventuali responsabilità individuali.

Attesa per la decisione del giudice

Il prossimo passaggio atteso riguarda la pronuncia del giudice sulle richieste cautelari presentate dalla pubblica accusa e dalle difese. Da una parte, la Procura ritiene necessario il carcere per tutti e tre gli indagati; dall’altra, i legali chiedono che venga valutata una misura meno restrittiva, come gli arresti domiciliari.

La decisione potrà fornire le prime indicazioni sull’orientamento del giudice in merito alle esigenze cautelari, ma non rappresenterà un accertamento definitivo delle responsabilità penali. L’inchiesta dovrà proseguire per ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare gli elementi raccolti dagli investigatori.

Redazione

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