Sarebbe un trentenne residente formalmente in provincia di Brescia la persona individuata dagli investigatori come presunto referente della pagina Instagram Movimento 17 ottobre, attraverso la quale sarebbero state promosse manifestazioni in diverse città del Nord Italia.
La notizia è stata riportata dal Tg1 il 24 ottobre 2026. Secondo quanto riferito, il giovane, cittadino italiano di seconda generazione con origini marocchine, si trovava negli uffici della questura di Milano per essere interrogato dagli investigatori.
L’identificazione rappresenterebbe un passaggio nell’attività investigativa volta a ricostruire l’organizzazione e la gestione del profilo social, diventato un punto di riferimento per la promozione delle iniziative di protesta.
Le informazioni diffuse indicano che gli accertamenti non si sarebbero limitati alla persona individuata, ma avrebbero interessato anche alcuni luoghi collegati alla sua rete di conoscenze e al contesto familiare.
Perquisizioni a Milano e nella provincia di Brescia
Parallelamente agli accertamenti in questura, gli investigatori avrebbero avviato una serie di perquisizioni. Una delle attività avrebbe riguardato un’abitazione situata nella periferia di Milano, riconducibile a una conoscente del trentenne.
Un secondo intervento è stato effettuato dagli agenti della Digos di Brescia in un’abitazione compresa tra Mazzano e Gavardo, dove risiederebbe ancora la famiglia del giovane.
Nel corso di quest’ultima attività sarebbe stato trovato materiale informativo considerato di interesse investigativo, sul quale gli investigatori potrebbero svolgere ulteriori verifiche per chiarire eventuali collegamenti con le iniziative promosse attraverso il profilo Instagram.
Gli accertamenti mirano a ricostruire le modalità di gestione della pagina e a verificare gli eventuali ruoli svolti dalle persone coinvolte nella promozione delle manifestazioni. Le informazioni disponibili non consentono, tuttavia, di considerare già accertate eventuali responsabilità penali.
Il profilo del giovane sotto esame
Secondo le informazioni diffuse dall’agenzia Ansa e dal Tg1, il trentenne avrebbe un percorso formativo di alto livello, con studi nell’ambito della geopolitica e un dottorato di ricerca.
Il giovane sarebbe inoltre attivo nei movimenti a sostegno della causa palestinese e lavorerebbe come giornalista freelance, con collaborazioni anche con testate nazionali.
Questi elementi contribuiscono a delineare il suo profilo personale e professionale, ma non costituiscono di per sé indicazioni di responsabilità rispetto ai fatti oggetto degli accertamenti.
La sua posizione dovrà essere valutata sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori e degli eventuali sviluppi dell’indagine. La presenza di un’attività politica o giornalistica, così come la partecipazione a movimenti di protesta, non rappresenta automaticamente un elemento di rilevanza penale.
Il ruolo del Movimento 17 ottobre nelle manifestazioni
Al centro delle verifiche c’è la pagina Instagram Movimento 17 ottobre, indicata come uno dei canali utilizzati per promuovere iniziative e manifestazioni in diverse città del Nord Italia.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire chi si occupasse della gestione del profilo e quali fossero le modalità attraverso cui venivano diffuse le convocazioni. L’individuazione del presunto referente potrebbe contribuire a chiarire l’organizzazione delle attività online e i rapporti con le iniziative svolte sul territorio.
L’inchiesta si inserisce in un contesto caratterizzato da diverse manifestazioni e mobilitazioni, alcune delle quali finite al centro dell’attenzione pubblica per gli episodi di tensione verificatisi in ambito urbano.
Gli accertamenti dovranno stabilire se e in quale misura la gestione della pagina sia collegata a eventuali condotte illecite, distinguendo il ruolo nella comunicazione delle iniziative da possibili responsabilità specifiche.
Al momento, le informazioni rese pubbliche riguardano l’identificazione del presunto gestore, gli interrogatori e le perquisizioni effettuate tra Milano e il Bresciano. Per conoscere l’esito delle verifiche sarà necessario attendere ulteriori comunicazioni ufficiali.
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