Il vademecum del Movimento 17 ottobre per la ‘rivoluzione’

L’inchiesta milanese sul Movimento 17 ottobre esamina «Rivoluzione, istruzioni per l’uso», una guida alla disobbedienza civile con consigli per le manifestazioni.

Una guida dedicata alla disobbedienza civile, con suggerimenti per organizzare la partecipazione alle proteste e indicazioni sull’abbigliamento da indossare durante i cortei. È uno dei contenuti finiti sotto la lente degli inquirenti nell’ambito dell’indagine milanese che coinvolge il Movimento 17 ottobre e i suoi canali di comunicazione online.

Il documento, intitolato «Rivoluzione, istruzioni per l’uso», sarebbe stato liberamente ispirato a un manuale legato alla Rivoluzione egiziana del 2011, nel periodo della Primavera araba. Le pagine esaminate dagli investigatori comprenderebbero consigli pratici rivolti ai partecipanti alle manifestazioni, con particolare attenzione alle possibili conseguenze dell’impiego di lacrimogeni e spray al peperoncino.

L’inchiesta riguarda anche Youssef Siher, ricercatore di 30 anni fermato sabato dai pubblici ministeri di Milano. Le contestazioni riportate sono quelle di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e di violenza organizzata in occasione di manifestazioni pubbliche. Siher amministrava, insieme alla moglie, anch’essa indagata, le pagine Instagram e Telegram del Movimento 17 ottobre. Le accuse costituiscono ipotesi investigative e dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti.

Gli obiettivi dichiarati della disobbedienza civile

Tra i passaggi del vademecum riportati nell’ambito dell’indagine figurano gli obiettivi che il documento attribuisce alle iniziative di disobbedienza civile. Il primo consiste nel manifestare il dissenso nei confronti del Governo Meloni e delle sue politiche. Un altro punto indicato nella guida riguarda la protezione dei partecipanti alle mobilitazioni, definiti nel testo «fratelli e sorelle rivoluzionari».

Il documento descriverebbe inoltre una serie di passaggi per favorire la partecipazione alle proteste. Si partirebbe da incontri tra persone che già si conoscono, come amici, compagni e colleghi, per poi cercare di coinvolgere altri cittadini presenti sul posto.

Secondo quanto riportato, la guida suggerirebbe di organizzare questi primi momenti di aggregazione lontano dalla presenza delle forze di sicurezza e di incoraggiare successivamente passanti e residenti a unirsi alla mobilitazione. La pianificazione delle iniziative e il coinvolgimento di nuovi partecipanti rappresenterebbero quindi una parte centrale delle indicazioni contenute nel documento.

L’abbigliamento e l’attrezzatura al centro del documento

La sezione che descriverebbe in modo più dettagliato gli strumenti da portare durante le manifestazioni è quella dedicata all’«Abbigliamento e attrezzatura essenziali». Il testo sarebbe accompagnato anche da un grafico illustrativo e comprenderebbe una serie di oggetti presentati come utili per affrontare situazioni caratterizzate dalla presenza di agenti irritanti.

Tra gli elementi menzionati figurano gli occhiali protettivi, reperibili nei negozi di ferramenta o nei punti vendita specializzati in vernici, e la kefiah, indicata nel documento come possibile copertura per bocca e naso. In alternativa, la guida farebbe riferimento all’utilizzo di una mascherina, preferibilmente di tipo FFP2.

Il vademecum citerebbe anche felpe o maglioni dotati di cappuccio, presentati come indumenti in grado di offrire una protezione aggiuntiva al viso, e guanti da cucina, associati alla necessità di proteggere le mani dal calore dei lacrimogeni. Completano l’elenco scarpe comode, considerate adatte a muoversi rapidamente, e un kit di primo soccorso.

La presenza di indicazioni specifiche sui lacrimogeni costituisce uno degli aspetti più evidenti del materiale esaminato. Diverse voci dell’elenco sono infatti collegate proprio all’eventualità di entrare in contatto con queste sostanze durante le manifestazioni.

I riferimenti ai rimedi contro gli agenti irritanti

Il documento conterrebbe anche suggerimenti relativi a prodotti e sostanze che, secondo quanto riportato nella guida, sarebbero destinati ad alleviare gli effetti dell’esposizione agli agenti irritanti. Tra questi vengono citati acqua da bere, antidolorifici, un kit di pronto soccorso e Maalox liquido, oppure una miscela di antiacido liquido e acqua.

Un altro passaggio riguarda l’impiego di sapone neutro in caso di contatto con spray al peperoncino. Per i lacrimogeni, invece, il testo menzionerebbe l’aceto da applicare sulla kefiah, attribuendogli la possibilità di attenuare gli effetti dei gas.

Si tratta di indicazioni riportate nel materiale oggetto di indagine, non di raccomandazioni sanitarie validate. In caso di esposizione a sostanze irritanti, è importante fare riferimento alle indicazioni delle autorità sanitarie e dei soccorritori, evitando di affidarsi a rimedi improvvisati che potrebbero non essere efficaci o risultare controproducenti.

Il ruolo dei canali social nell’inchiesta

La circolazione del vademecum si inserisce nel quadro più ampio degli accertamenti sui contenuti pubblicati e condivisi attraverso i profili social riconducibili al Movimento 17 ottobre. Secondo le informazioni riportate, la chat del gruppo avrebbe raggiunto decine di migliaia di giovani, rendendo la diffusione dei materiali digitali uno degli elementi di interesse per gli investigatori.

L’attenzione degli inquirenti si concentra sui contenuti della comunicazione online e sul loro possibile rapporto con le ipotesi di reato contestate. La presenza di una guida dedicata alla mobilitazione e all’equipaggiamento durante le proteste rappresenta uno degli aspetti acquisiti nell’ambito dell’indagine, ma il suo significato complessivo dovrà essere valutato insieme agli altri elementi raccolti.

Il documento «Rivoluzione, istruzioni per l’uso» unirebbe quindi indicazioni sull’organizzazione della disobbedienza civile a suggerimenti pratici per affrontare situazioni di tensione durante le manifestazioni. Saranno gli sviluppi dell’inchiesta e le successive valutazioni giudiziarie a chiarire la rilevanza dei materiali esaminati e il loro eventuale collegamento con le contestazioni formulate nei confronti degli indagati.

Redazione

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