Sono otto i giovani finiti al centro di una nuova fase delle indagini sugli scontri avvenuti a Brescia durante le manifestazioni di protesta. Le perquisizioni, eseguite alle prime ore del mattino, hanno interessato cinque minorenni e tre maggiorenni, sospettati di aver preso parte agli episodi di tensione registrati lo scorso 17 ottobre.
Nel corso degli accertamenti nelle abitazioni degli indagati sarebbero stati rinvenuti alcuni capi di abbigliamento riconducibili a quelli indossati dai manifestanti durante la mobilitazione. Le persone coinvolte si aggiungono a una decina di partecipanti che erano già stati identificati dagli investigatori circa due settimane prima.
I fatti al centro dell’inchiesta risalgono alla manifestazione contro il carovita organizzata in piazza Duomo. In quell’occasione, il corteo era stato caratterizzato da momenti di tensione, con il lancio di oggetti verso le forze dell’ordine e conseguenti disordini.
L’attività investigativa della Digos di Brescia non si limita tuttavia agli episodi di ottobre. Gli agenti stanno infatti approfondendo anche le posizioni di alcuni esponenti del centro sociale Magazzino 47, in relazione a quanto accaduto durante una successiva manifestazione organizzata in città.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni rappresentanti del centro sociale avrebbero incitato un gruppo di studenti a discostarsi dal tragitto concordato con le forze dell’ordine. I manifestanti avrebbero quindi tentato di superare il cordone di polizia predisposto all’esterno della galleria Tito Speri.
Il tentativo avrebbe provocato nuovi momenti di confronto tra i partecipanti e gli agenti, con scontri durati alcuni minuti. Gli accertamenti sono tuttora in corso per ricostruire le responsabilità individuali e chiarire il ruolo delle persone coinvolte nei diversi episodi.
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