Ripopolamento del Lago Sebino: un intervento cruciale per la biodiversità acquatica

Il lago Sebino, uno dei più importanti specchi d'acqua della Lombardia, sta vivendo un'importante fase di ripopolamento ittico, grazie agli interventi coordinati dalla Regione Lombardia e dal suo assessorato all'Agricoltura, Caccia e Pesca

Il lago Sebino, uno dei più importanti specchi d’acqua della Lombardia, sta vivendo un’importante fase di ripopolamento ittico, grazie agli interventi coordinati dalla Regione Lombardia e dal suo assessorato all’Agricoltura, Caccia e Pesca. Dopo l’introduzione delle uova di coregone, che hanno arricchito le acque del lago con cinque milioni di nuovi esemplari, altre operazioni sono previste per il prossimo futuro, che coinvolgeranno specie come luccio, tinca e trota marmorata.

Il cuore del progetto di ripopolamento è l’incubatoio di Clusane, che da settimane ospita milioni di uova di coregone, il cui rilascio è atteso per marzo. Tuttavia, il ripopolamento non si limita a questa specie: già dalla prossima primavera, i pescatori professionisti sebini, con la collaborazione della Polizia provinciale, si concentreranno sul recupero delle uova di luccio e tinca, per una previsione complessiva di 50.000 esemplari di luccio e 150.000 di tinca. Il progetto culminerà con l’introduzione di 50.000 trote marmorate, le cui femmine gravide saranno prelevate da allevamenti specializzati.

In totale, si prevede che il lago Sebino vedrà l’introduzione di oltre 250.000 pesci di varie specie, che si uniranno ai cinque milioni di coregoni, arricchendo ulteriormente la biodiversità del bacino.

Nonostante gli sforzi compiuti per il ripopolamento, il percorso non è privo di sfide. I predatori rappresentano una minaccia significativa, sia dall’acqua che dal cielo. Germano Bana, esperto dell’Unione dei pescatori bresciani, sottolinea il pericolo rappresentato dal pesce siluro, un predatore che sta danneggiando gli ecosistemi lacustri. A tal fine, è stata avviata una campagna di pesca selettiva che dura tutto l’anno, ma che si intensifica durante il periodo di riproduzione del siluro, con l’obiettivo di limitare la sua proliferazione. Quest’anno, l’ente Riserva delle Torbiere ha catturato ben 135 esemplari di siluro, per un totale di 14 quintali e mezzo, portando il totale accumulato negli ultimi due anni a quasi tre tonnellate di pesci catturati.

Un altro nemico difficile da contrastare è la presenza dei cormorani, uccelli che si nutrono di pesce e che, secondo i censimenti, sono circa 400 tra la Riserva delle Torbiere e il lago. Questi uccelli consumano quotidianamente tra 400 e 500 grammi di pesce, con un impatto significativo sulle risorse ittiche. La loro presenza è difficile da controllare, poiché non esistono soluzioni pratiche per limitare la loro proliferazione, e la situazione si complica ulteriormente con l’arrivo di altri predatori come gli svassi.

Nonostante le difficoltà, i risultati degli interventi di ripopolamento sono visibili. La pesca del coregone, ad esempio, sta dando buoni frutti, con esemplari di varie dimensioni che testimoniano una colonia ben strutturata. Tuttavia, ci sono segnali preoccupanti per altre specie, come l’agone, che quest’inverno è stato praticamente assente nelle reti. Questo fenomeno era già stato notato lo scorso anno, quando le catture di esemplari giovani di agone erano scarse.

Redazione

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