Il 28 gennaio, Brescia è stata teatro della protesta di Agricoltori Italiani , che hanno sfilato in corteo con i trattori causando disagi alla circolazione. La, partita dal parcheggio del campo da rugby di San Polo, ha visto la partecipazione di circa 50 mezzi agricoli provenienti da Cremona, Mantova e dalla Bassa bresciana. I trattori, scortati dalla Polizia Stradale, hanno percorso la tangenziale Sud procedendo a passo d’uomo.
Le richieste degli agricoltori
La protesta mira a ottenere:
- Prezzi equi per i prodotti agricoli;
- Riduzione della burocrazia , con particolare riferimento al “quaderno di campagna elettronica”;
- Liberalizzazione dei Centri di Assistenza Agricola (CAA) per rendere più accessibili i servizi di supporto;
- Regolamentazione delle pratiche commerciali sleali , per contrastare la concorrenza di prodotti extra-europei non conformi agli standard italiani.
Un’altra preoccupazione degli agricoltori è il ridimensionamento del gasolio agricolo agevolato previsto per il 2026 , che rischia di aumentare ulteriormente i costi di produzione, aggravando una situazione già precaria.
Un settore sotto pressione: non solo economia
La mobilitazione di Agricoltori Italiani vuole portare all’attenzione pubblica anche il tema della salute psicologica degli agricoltori. Difficoltà economiche, calamità naturali e problemi legati alla gestione degli allevamenti hanno contribuito ad un aumento di ansia, depressione e suicidi tra i lavoratori del settore. Tra il 2012 e il 2017, si contano 559 casi di suicidio nel comparto agricolo in Italia, una cifra che rappresenta solo una parte del problema.
Programma della mobilitazione
Il presidio di Brescia si è concluso nel pomeriggio, ma la protesta non si fermerà qui. I trattori torneranno in strada giovedì 30 gennaio a Ravenna , per poi dirigersi successivamente a Roma , con l’obiettivo di sollecitare risposte concrete da parte delle istituzioni.
Perché tornano in strada
La decisione di tornare a protestare nasce dalla mancata attuazione delle promesse fatte lo scorso anno durante le prime manifestazioni. Gli agricoltori denunciano una carenza di interventi strutturali per migliorare la trasparenza della filiera e tutelare i produttori italiani. Il messaggio dei manifestanti è chiaro: “L’agricoltura vi sfama ogni giorno. Vogliamo fatti, non solo parole.”
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