Inquinamento Caffaro: Livanova dovrà risarrcire Brescia con 250 milioni

La Corte di Cassazione conferma il maxi-risarcimento per i danni ambientali. La sindaca Castelletti chiede che i fondi restino sul territorio.

La Corte di Cassazione ha pubblicato le motivazioni della sentenza che obbliga Livanova a risarcire Brescia con 250 milioni di euro per l’inquinamento causato dalla Caffaro . La decisione conferma le responsabilità ambientali della società, pur escludendo il pagamento di 157 milioni di euro precedentemente stabilito dalla Corte d’Appello di Milano.

L’urgenza della nomina del commissario straordinario

L’amministrazione comunale accoglie con favore la sentenza, ma sottolinea l’urgenza di rinnovare il mandato del commissario straordinario , attualmente scaduto. “Una notizia che aspettavamo, che rende ancora più necessario lo sblocco della nomina” , ha dichiarato la sindaca Laura Castelletti .

Secondo la prima cittadina, la procedura è ferma per questioni burocratiche nonostante l’approvazione dei ministri Pichetto Fratin e Giorgetti . Tuttavia, è fondamentale garantire la continuità del lavoro avviato , poiché la bonifica del Sito di Interesse Nazionale (Sin) entrerà nel vivo a fine mese .

La ripartizione del risarcimento

La somma dovuta da Livanova sarà suddivisa in tre aree di intervento:

  • 137 milioni di euro destinati alla riparazione primaria, inclusi 15 milioni per la riqualificazione di campi e giardini all’interno del Sin.
  • 110 milioni per il mantenimento degli impianti di trattamento delle acque.
  • 26 milioni per la bonifica dei terreni a sud del Sin , contaminati dalle rogge che hanno trasportato l’inquinamento.

Ora resta da stabilire come e quando verranno distribite le risorse , con la priorità di mantenere i fondi sul territorio per risarcire i proprietari delle aree agricole, orti e giardini privati ​​colpiti dall’inquinamento.

“Va trovata una soluzione tecnico-legislativa per garantire la legittimità della distribuzione dei fondi” , ha precisato la sindaca, annunciando la richiesta di un Tavolo operativo con il Governo e la Regione per trovare un accordo.

Il commento di Livanova

Livanova ha accolto la sentenza con una dichiarazione ufficiale: “Siamo soddisfatti che la Cassazione abbia escluso il pagamento di 157 milioni di euro. Tuttavia, riteniamo ingiusto essere ritenuti responsabili per siti che non abbiamo mai posseduto né gestito” .

L’azienda ha sottolineato che il verdetto rappresenta un passo avanti nella risoluzione del contenzioso SNIA , ribadendo l’impegno a proseguire la propria attività senza ulteriori conseguenze economiche.

Nel frattempo, l’amministrazione comunale attende chiarimenti sulle tempistiche e sulle modalità di utilizzo del risarcimento , per garantire che i fondi siano destinati alla bonifica e ai risarcimenti.

Redazione

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