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Frana di Tremosine: analisi Arpa confermano acque del Garda incontaminate

Rimangono le preoccupazioni per scivolamenti di roccia nelle vicinanze del torrente Brasa e paura per la condotta fognaria danneggiata.

Le acque del lago di Garda possono tirare un sospiro di sollievo dopo la frana avvenuta a Tremosine lo scorso 16 dicembre. La frana ha causato danni alla rete fognaria comunale, che ora scarica ancora nell’acqua del lago. Tuttavia, le recenti analisi condotte il 11 gennaio da parte dei tecnici dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) hanno rivelato una notizia positiva: non vi è alcuna traccia di inquinamento nelle acque del Garda.

Il tavolo tecnico sulla frana di Tremosine, riunito in prefettura a Brescia, ha esaminato i risultati delle analisi geologiche e chimiche eseguite dall’Arpa, confermando che non sono stati rilevati parametri critici che compromettano la qualità dell’acqua del lago.

L’assessore regionale lombardo all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, ha espresso gratitudine ai tecnici dell’Arpa per la rapida elaborazione dei dati e ha sottolineato l’importanza di rendere i risultati disponibili alle istituzioni e ai cittadini. Insieme alla Guardia Costiera e all’Arpa, Maione ha effettuato un sopralluogo durante le rilevazioni, confermando il monitoraggio costante della situazione.

Tuttavia, le preoccupazioni persistono nella zona vicino al torrente Brasa, dove lo scorso 16 dicembre sono franati circa 8.500 metri cubi di roccia. Secondo quanto dichiarato dai geologi dell’Arpa, le ispezioni effettuate con i droni hanno rivelato una stratificazione e una presenza diffusa di giunti di frattura nell’area, rendendo possibile ulteriori scivolamenti a cuneo.

Nonostante questi pericoli potenziali, gli interventi provvisori sulla condotta fognaria danneggiata del depuratore vengono momentaneamente accantonati. La fiducia nei dati forniti dall’Arpa consente ora di pianificare una soluzione definitiva, anziché risoluzioni temporanee ed emergenziali. Mariateresa Vivaldini, consigliera delegata all’Ambiente, ha commentato che la Provincia di Brescia rilascerà tempestivamente l’autorizzazione per il nuovo scarico, che sostituirà quello attualmente otturato dalla frana. Nel frattempo, i lavori possono essere avviati, offrendo una luce di speranza per la soluzione di questo problema ambientale.

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