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Smog a Brescia: l’emergenza che sottopone il Pronto Soccorso del Civile a una pressione insostenibile

Un'allerta ambientale e sanitaria: il grave impatto dello smog sulla salute pubblica e le sfide per il futuro

Brescia si trova attualmente in una stretta morsa di smog, un problema che va ben oltre la semplice questione ambientale per diventare una seria emergenza sanitaria. Secondo uno studio condotto da IsGlobal di Barcellona e pubblicato su Lancet, l’inquinamento da particolato fine (PM2,5) nella città provoca la morte di almeno 300 persone ogni anno. Questo dato allarmante evidenzia una correlazione diretta tra l’esposizione a tali particelle inquinanti e un aumento significativo degli eventi cardiovascolari.

I livelli di polveri sottili nell’aria di Brescia superano ampiamente le soglie di allarme, dimostrando l’inefficacia delle misure d’emergenza attuate finora. Questa situazione critica sta mettendo sotto una pressione insostenibile il Pronto Soccorso del Civile, con un’affluenza al day hospital che supera la capacità di gestione. Secondo Savina Nodari, responsabile del servizio di Day Hospital della divisione di cardiologia degli Spedali Civili e docente di malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università di Brescia, ogni aumento della concentrazione di PM10 e PM2.5 delinea un aumento del 20% nell’accesso al pronto soccorso.

Un altro aspetto preoccupante è il rischio per l’apparato respiratorio. L’aria inquinata colpisce soprattutto i bambini e gli anziani, causando un aumento dei casi di bronchite, forme infiammatorie e maggiore suscettibilità alle infezioni virali. È fondamentale sensibilizzare cittadini e istituzioni sull’importanza di sviluppare piani a lungo termine per affrontare questa problematica.

Ma lo smog non minaccia solo la salute fisica, bensì anche quella mentale. Secondo Antonella Bertolotti, psichiatra di Castenedolo, le malattie respiratorie correlate allo smog stanno aumentando, con effetti negativi anche sullo sviluppo cognitivo dei più piccoli. È necessario adottare misure preventive e educare i bambini fin dalla scuola primaria su comportamenti che tutelino l’ambiente.

Inoltre, le particelle di PM10 e PM2.5 agiscono come “carrier” per virus e batteri, come dimostrato dalla diffusione più intensa del Covid a Brescia. Sergio Perini, medico e psicoterapeuta di Carpenedolo, sottolinea che la pianura Padana è particolarmente colpita dall’inquinamento atmosferico a causa dello scarso ricambio d’aria e della presenza di industrie e allevamenti intensivi.

Per affrontare questa crisi, è necessario un cambiamento radicale nelle politiche ambientali e energetiche. Savina Nodari propone di non limitarsi alla semplice protezione individuale tramite mascherine Fp2, ma di ridurre l’uso dei combustibili fossili e promuovere fonti energetiche sostenibili. La Lombardia, e Brescia in particolare, richiede un intervento deciso e coordinato dalle autorità competenti e un impegno collettivo per proteggere la salute pubblica. È urgente una rivoluzione che ponga al centro la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

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