Discarica Vallosa: un grave rischio per la salute pubblica

La discarica Vallosa rappresenta un grave pericolo per la salute pubblica, richiedendo interventi urgenti di bonifica e messa in sicurezza permanente.

La discarica Vallosa, situata a 20 metri di profondità, è considerata una delle più pericolose d’Italia. Secondo Edoardo Bai, medico del lavoro e dirigente del Servizio di medicina ambiente lavoro di Corsico, la sua presenza ha già causato gravi patologie oncologiche e croniche nella popolazione di Passirano. Bai, che è anche direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Ats di Melegnano e consulente della Fondazione Istituto nazionale dei tumori di Milano, nonché membro del comitato tecnico-scientifico di Legambiente, sottolinea l’urgenza di interventi di messa in sicurezza permanente della discarica.

Il capping attuale della Vallosa è stato giudicato del tutto insufficiente a proteggere l’ambiente. Bai sostiene che è necessario proteggere le falde idriche attraverso opere di messa in sicurezza permanente o, meglio ancora, procedere alla bonifica completa della discarica.

La relazione scientifica di Edoardo Bai

Giovedì scorso, durante un incontro al Pirellino, Bai ha presentato la sua relazione scientifica alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente Giorgio Maione, dei sindaci di Passirano, Ospitaletto e Paderno, della direttrice di Arpa Brescia Maria Luisa Pastore, di Legambiente, del Consorzio Franciacorta e del commissario del Sin Caffaro Mauro Fasano. Tutti i presenti hanno concordato sulla necessità di bonificare i 31.150 metri quadrati dell’area che custodisce 440 mila metri cubi di rifiuti interrati.

Bai ha ricordato che la discarica è stata utilizzata per oltre quarant’anni come deposito di rifiuti urbani speciali, senza alcuna protezione per impedire le infiltrazioni delle acque piovane. L’azienda responsabile della produzione di PCB, commercializzato come Aroclor, stoccava le scorie in fusti metallici da 2 quintali. La produzione cessò nel 1963, ma fra le sostanze tossiche lavorate vi erano anche arsenico, mercurio, triclorometano e dicloroetilene.

Incidenza dei tumori e altre patologie

L’Istituto superiore di sanità ha rilevato significativi eccessi di melanoma, linfoma di Hodgkin e cancro della mammella nella popolazione locale. Il tetracloruro di carbonio, il CVM e il PCB, noti epatotossici e cancerogeni, sono stati rinvenuti nell’area. Questi composti sono classificati dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro come cancerogeni certi per l’uomo.

Secondo l’Ats, recenti studi hanno evidenziato un eccesso di malattie cerebrovascolari, infarti, ictus e diabete a Passirano, nonché un eccesso di tumori al fegato. Bai sostiene che la responsabilità di questi eccessi è attribuibile alla presenza della discarica, sottolineando l’inefficacia del capping attuale, che non impedisce alle acque piovane di infiltrarsi nel terreno e contaminare le falde acquifere.

La necessità di ulteriori campionamenti

Durante l’incontro del 4 luglio, è emersa la questione delle aree “bianche” attorno alla discarica, che non sono state ancora controllate. Silvio Parzanini del Circolo Legambiente Franciacorta ha sottolineato che è quasi certo che l’inquinamento si sia esteso oltre le zone controllate, richiedendo ulteriori campionamenti. Questo rallenterà il processo di bonifica, ma è essenziale per garantire la sicurezza ambientale e sanitaria dell’area.

Redazione

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