L’inchiesta denominata Operazione Glicine-Acheronte ha portato alla luce una complessa rete di legami tra la ‘ndrangheta e il tessuto economico delle province di Brescia e Mantova, coinvolgendo otto società attive in vari settori, tra cui turismo, edilizia e ristorazione. Queste società sono state sottoposte a misura preventiva di amministrazione giudiziaria, in seguito a sospetti di radicati rapporti finanziari con esponenti della ‘ndrangheta.
Secondo quanto riportato, il coinvolgimento della malavita riguarda anche un lussuoso residence con piscine, bar e ristoranti a Sirmione. L’operazione si inserisce in un contesto di espansione della ‘ndrangheta in aree turistiche e economicamente rilevanti, come dimostrato dalle attività sotto inchiesta, che includono anche un maneggio e diverse imprese nei settori dell’edilizia e immobiliare. Il volume d’affari generato da queste società supera i 15 milioni di euro all’anno.
Il focus si è concentrato sull’imprenditore Mauro Prospero, 65 anni, residente nel Mantovano, già noto alle forze dell’ordine per essere stato arrestato l’anno scorso con l’accusa di aver favorito due boss della ‘ndrangheta in Veneto, attraverso operazioni di false fatturazioni e frodi finanziarie. Prospero ha sempre negato le accuse, dichiarando di aver avuto rapporti di lavoro regolari con i due uomini, senza essere consapevole della loro appartenenza alla malavita.
Le società coinvolte nell’indagine sono state affidate ad un collegio di tre amministratori che ne gestiranno l’attività per almeno un anno. L’obiettivo è garantire che queste imprese operino nel rispetto della legge, allontanando l’influenza della criminalità organizzata dalle loro attività economiche.
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