Paspardo, due scosse di terremoto in 48 ore

Registrati due lievi eventi sismici nel comune di Paspardo: epicentri tra le montagne della Valcamonica

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha rilevato due lievi scosse di terremoto a Paspardo, piccolo comune della Valcamonica, in un intervallo di appena 48 ore. Il primo evento sismico si è verificato martedì 19 novembre alle ore 2.09, con una magnitudo di 1.2 e profondità di 9 km, nei pressi del Lago d’Arno.

La seconda scossa: epicentro tra Cima Dernal e il Corno della Vecchia

La seconda scossa, anch’essa di magnitudo 1.2, è stata registrata alle ore 5.52 di giovedì 21 novembre. L’epicentro è stato localizzato tra Cima Dernal e il Corno della Vecchia, a una profondità di 8 km. Oltre a Paspardo, l’evento sismico ha interessato altri comuni limitrofi in un raggio di 10 km, tra cui Saviore dell’Adamello, Cimbergo, Cevo, Ceto e Capo di Ponte.

Un territorio a bassa sismicità, ma non esente da movimenti

La Valcamonica è generalmente classificata come un’area a bassa sismicità, ma non è immune a lievi fenomeni tellurici. Gli eventi registrati rientrano nella categoria dei micro-terremoti, solitamente non percepibili dalla popolazione, ma monitorati dagli strumenti dell’INGV.

Cause e dinamiche degli eventi sismici

I movimenti sismici di lieve intensità possono essere legati alla conformazione geologica dell’area, caratterizzata da una complessa rete di faglie. Anche le zone montane, come quelle interessate dagli epicentri, possono generare lievi scosse dovute a piccoli assestamenti nel sottosuolo.

La risposta del territorio

Sebbene gli eventi non abbiano causato danni né siano stati percepiti dai residenti, la sorveglianza sismica è fondamentale per garantire la sicurezza della popolazione. Gli enti locali collaborano con l’INGV per monitorare costantemente l’area, fornendo dati utili per la prevenzione e la pianificazione territoriale.

Conclusioni

Questi episodi, pur nella loro lieve entità, ricordano l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul territorio, anche in aree a bassa sismicità. L’osservazione continua e la sensibilizzazione della comunità sono elementi chiave per affrontare eventuali fenomeni più intensi in futuro.

Redazione

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