L’ ospedale di Desenzano è scosso da una tragedia che ha lasciato un segno profondo: il suicidio di Giuseppe Perticone , ginecologo 39enne, avvenuto a Cles, in Trentino. Il medico si sarebbe tolto la vita dopo un parto complicato avvenuto a fine gennaio, in seguito al quale la neonata era morta poco dopo il trasferimento all’ospedale Civile di Brescia.
L’11 febbraio, giorno in cui avrebbe compiuto 39 anni, il suo nome è stato sulla bocca di tutti a Desenzano: colleghi, infermieri, pazienti e parenti hanno ricordato la sua figura, un professionista stimato con esperienze in Italia e all’estero. Specializzatosi con lode in ostetricia e ginecologia , aveva lavorato in diversi ospedali, incluso l’Alto Adige, prima di arrivare all’Asst Garda con la sua compagnia, anche lei medico.
L’inchiesta e il silenzio in ospedale
Dopo la denuncia presentata dai genitori della bambina deceduta, dieci operatori sanitari dell’ospedale di Desenzano sono stati iscritti nel registro degli indagati , tra cui tre anestesisti, tre ginecologi, due pediatre e due ostetriche. Un’inchiesta delicata che ha spinto l’Asst Garda a imporre il silenzio stampa , vietando dichiarazioni pubbliche da parte del personale ospedaliero.
Un medico, parlando in anonimo, ha espresso il dolore e lo shock per la tragedia: “Un medico sa che un paziente può morire, purtroppo fa parte del nostro lavoro. Ma la morte del collega ci ha colpito profondamente” . Lavorare in ospedale sotto pressione è una realtà quotidiana, ma questa vicenda ha aperto un dibattito sulla condizione dei medici ospedalieri e sulle difficoltà che affrontano .
La situazione dei medici all’ospedale di Desenzano
Negli ultimi anni, il personale del Montecroce di Desenzano ha denunciato turni estenuanti, carenze di organico e riposi saltati , con scioperi e assemblee sindacali per chiedere migliori condizioni di lavoro. Negli ultimi tempi, la situazione sembrava essere migliorata con nuove assunzioni, ma l’ospedale continua a soffrire di un forte turnover : molti medici arrivano, ma pochi restano a lungo, complice la posizione periferica e l’assenza di un’università o istituti di ricerca.
Nonostante il tragico evento, l’ospedale di Desenzano rimane una struttura con professionisti di alto livello , impegnati ogni giorno in prima linea. Tuttavia, questa vicenda ha riportato alla luce il peso psicologico che grava su chi lavora in sanità e il bisogno di maggiore supporto per gli operatori sanitari.
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