Dopo 15 anni di storia, il Portobello Road di Manerba del Garda chiude i battenti. Venerdì 28 febbraio sarà l’ultima serata per il celebre locale che ha segnato la vita notturna della Valtenesi e del Lago di Garda. Fondato nel 2010 da Ilaria Cotelli e Tiziano Tonini, e successivamente gestito da Cotelli con il marito Diego, il pub si è affermato come un punto di riferimento per gli amanti della musica live e dell’atmosfera informale.
La decisione della chiusura è legata a motivi di salute della proprietaria. “Convivo con una rara forma di diabete che non mi permette più di gestire il locale con gli orari notturni”, ha spiegato Cotelli. Tuttavia, la fine del Portobello Road non segna la fine del locale, che riaprirà con un nuovo nome, Garrison, sotto la guida del giovane Andrea Bolandini, mantenendo lo spirito originale.
La serata d’addio vedrà esibirsi i Paura Lausini e i A Bright Cold Day, gli stessi musicisti che suonarono all’inaugurazione nel gennaio 2010. Un modo simbolico per chiudere un cerchio e celebrare una storia di musica e aggregazione.
Un punto di riferimento per la cultura underground
Il Portobello Road non è stato solo un pub, ma un centro di aggregazione culturale. Cotelli e il suo team hanno ospitato oltre mille concerti, spaziando dal jazz al punk, fino alla musica cantautorale di protesta. Il locale è stato anche teatro di contest musicali, reading e incontri culturali, creando una rete che ha coinvolto artisti da tutta Italia e dall’estero.
L’atmosfera unica del Portobello nasceva dal rapporto speciale con i clienti. “Mi piaceva sapere il nome di chi entrava, conoscere le sue abitudini. Sono nate amicizie, coppie, senza mai giudicare nessuno”, racconta Cotelli. Tuttavia, ammette anche che il tempo ha portato dei cambiamenti: “I giovani oggi sono più sui social, meno inclini all’aggregazione”.
L’ultima serata sarà l’occasione per un ultimo brindisi e un’ultima “pogata” nel nome della musica e della condivisione. Cotelli pensa anche a un libro, per raccontare la storia del Portobello Road, un locale che per molti è stato un punto fermo nella vita sociale e culturale della zona.
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