La Giornata internazionale della donna è un’opportunità per celebrare il contributo di tutte le donne che, ogni giorno, svolgono ruoli cruciali nella società. In particolare, la Fp CGIL ha voluto rendere omaggio alle donne che operano all’interno del sistema penitenziario, dalle dirigenti alle poliziotte, passando per il personale educativo e sanitario, il tutto in un contesto di straordinaria difficoltà.
Il Coordinatore Regionale della Fp CGIL Polizia Penitenziaria, Calogero Lo Presti, sottolinea come il lavoro delle donne nelle carceri sia straordinariamente impegnativo, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Le poliziotte penitenziarie, infatti, sono costantemente a contatto con emozioni, sofferenza e talvolta disperazione. Le sollecitazioni emotive sono all’ordine del giorno, e solo chi possiede doti di umanità, sensibilità e consapevolezza del proprio ruolo può affrontare questa realtà. La fatica di svolgere un mestiere così arduo viene ulteriormente acuita dalle condizioni di lavoro spesso precarie e dalla necessità di operare in turni stressanti, h24, con un impatto psicologico considerevole.
Le donne che lavorano nel comparto penitenziario non si limitano a essere poliziotte, ma spesso ricoprono anche ruoli di madri e mogli, con tutte le implicazioni che ciò comporta. Oltre alla fatica derivante dalla gestione del lavoro, si trovano a dover conciliare le esigenze familiari, con un equilibrio che spesso risulta insostenibile. La difficoltà di gestire sia il lavoro che la casa, infatti, porta con sé un notevole stress e, a lungo andare, il rischio di sviluppare condizioni di stress cronico. Il lavoro nelle carceri, per queste donne, non è solo una professione, ma una missione che richiede un sacrificio quotidiano che spesso non viene riconosciuto adeguatamente.
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