I lavori per la nuova linea ad alta velocità Brescia Est-Verona hanno raggiunto un avanzamento superiore all’85%, avvicinandosi al traguardo previsto per dicembre 2026, in linea con le scadenze del Pnrr. Tuttavia, non mancano le incognite, tra cui l’aumento dei costi per la stazione Tav del Garda, il cui preventivo è passato da 60 a 200 milioni di euro, e il ritardo nella progettazione del quadruplicamento ferroviario in uscita da Brescia, che esclude la possibilità di completare l’opera entro il 2028.
Lo stato dei lavori e le tempistiche
Secondo l’ultimo report pubblicato dall’Osservatorio territoriale infrastrutture (OtiNord), a cura di Confindustria del Nord Italia, l’avanzamento dei cantieri è stato del 9% negli ultimi sei mesi. A questo ritmo, le opere civili potrebbero concludersi in anticipo, mentre il cronoprogramma ufficiale, riportato da Rfi, prevede la messa in esercizio entro dicembre 2026 e il completamento delle opere collaterali entro il 28 giugno 2027.
L’investimento per la tratta Brescia Est-Verona ammonta a 3,1 miliardi di euro, rispetto ai 2,5 miliardi inizialmente stimati, ed è già interamente finanziato. 2,073 miliardi provengono dal Pnrr, mentre la restante parte è coperta da fondi pubblici, tra cui il DM 148/2024 del Mit e il Contratto di programma 2022-2026 tra Rfi e ministero.
La tratta di circa 48 km è suddivisa in due lotti costruttivi:
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Primo lotto (da Mazzano a Verona, inclusa l’interconnessione di Verona merci): avanzamento all’85%.
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Secondo lotto (completamenti a Mazzano e Calcinato, armamento e impianti tecnologici): avanzamento al 44%.
I nodi critici: stazione Tav del Garda e quadruplicamento di Brescia
Uno dei punti critici riguarda la nuova stazione Tav del Garda, che verrà realizzata a San Martino della Battaglia, vicino al casello dell’A4 di Sirmione. Il costo previsto dell’opera è salito a 200 milioni di euro, più del triplo rispetto alle stime iniziali del 2021. L’Osservatorio OtiNord ha confermato che è stato ultimato il progetto di fattibilità tecnico-economica, cercando di evitare modifiche significative alle infrastrutture ferroviarie e stradali già in costruzione.
Per quanto riguarda il quadruplicamento ferroviario in uscita da Brescia, necessario per ottimizzare i flussi di traffico, il progetto è ancora in fase di definizione a cura di Cepav Due, il consorzio Eni per l’Alta velocità, general contractor dell’opera. Questo conferma che la fine lavori entro il 2028 non sarà possibile, smentendo le ipotesi circolate in passato.
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