Cocaina nascosta nel latte: maxi blitz antidroga tra Brescia e le mafie

Scoperto traffico internazionale di stupefacenti: 45 arresti, sequestrati 3.500 kg di droga e smantellata una rete da 80 milioni di euro

È stata definita una delle operazioni antidroga più importanti degli ultimi anni in Lombardia. La Polizia di Stato ha smantellato una fitta rete criminale che trasportava cocaina anche attraverso cisterne di camion destinati al trasporto di latte, con base operativa nel comune bresciano di Rudiano. Il traffico era parte di un sistema internazionale che coinvolgeva Sudamerica, Nordafrica e Paesi Bassi, e che faceva capo a due gruppi distinti ma attivi nella stessa area: Gussago, alle porte della Franciacorta.

L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile di Brescia con il Servizio Centrale Operativo e sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato all’arresto di 45 persone. Tra i nomi emersi spiccano quello dell’imprenditore Angelo Vivenzi, di un ex titolare di autolavaggio e dei gestori di una nota ditta di trasporti, oggi ai domiciliari. Le accuse sono gravi e vanno dal traffico di sostanze stupefacenti all’associazione per delinquere di stampo mafioso.

I numeri dell’operazione sono impressionanti: 3.500 chilogrammi di droga sequestrati, con un valore di mercato stimato attorno agli 80 milioni di euro solo per la cocaina. Le rotte del narcotraffico erano ben strutturate e prevedevano passaggi strategici per evitare controlli, sfruttando anche canali insospettabili come le autocisterne destinate al trasporto alimentare.

L’organizzazione aveva esteso la propria influenza in numerose città italiane, con snodi fondamentali nella provincia di Brescia che fungevano da centro logistico e di smistamento verso le principali piazze di spaccio. I due gruppi criminali agivano in sinergia ma restavano autonomi, garantendo una copertura capillare e una distribuzione efficiente degli stupefacenti.

La scoperta del coinvolgimento diretto di imprenditori locali ha acceso i riflettori sul legame tra criminalità organizzata e settori economici insospettabili. Secondo gli investigatori, il sistema era talmente radicato da rappresentare una minaccia concreta per l’economia legale e per la sicurezza del territorio.

L’operazione rappresenta un duro colpo alle mafie coinvolte nel narcotraffico internazionale e conferma la centralità strategica del Nord Italia nella gestione delle rotte della droga. I prossimi sviluppi giudiziari potrebbero far emergere ulteriori responsabilità e ramificazioni ancora nascoste.

Redazione

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