Carceri di Brescia, via libera al nuovo padiglione a Verziano: in arrivo 38 milioni e spazi per lavoro e sport

Il carcere di Verziano è al centro di un'importante operazione di ampliamento, con l’obiettivo di rispondere alla crescente pressione detentiva della provincia di Brescia

Il carcere di Verziano è al centro di un’importante operazione di ampliamento, con l’obiettivo di rispondere alla crescente pressione detentiva della provincia di Brescia. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha illustrato in Senato lo stato dell’arte e i tempi previsti: entro dicembre 2025 è attesa la conclusione della procedura di affidamento congiunto per la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera. Il cronoprogramma, definito durante incontri istituzionali recenti, prevede: 90 giorni per completare il progetto definitivo, 60 giorni per la verifica e approvazione, 3 mesi per la gara e l’affidamento, e un periodo stimato di tre anni e mezzo per l’esecuzione dei lavori.

Durante l’incontro svoltosi presso la prefettura di Brescia, è stata evidenziata anche l’urgenza di acquisire le aree private esterne adiacenti alla struttura penitenziaria. Tali spazi permetteranno la creazione di aree dedicate alle attività sportive e lavorative, strumenti essenziali per promuovere il percorso di rieducazione e reinserimento dei detenuti. Come sottolineato dal ministro Nordio, “il lavoro e lo sport sono le vere chiavi della rieducazione”. È prevista inoltre la riperimetrazione del muro di cinta, oggi giudicato inadeguato sia dal punto di vista strutturale che di sicurezza.

A portare la questione all’attenzione del Senato è stata Mariastella Gelmini, capo delegazione di Noi Moderati. Nella sua interrogazione ha ribadito l’urgenza dell’intervento: “A gennaio abbiamo accolto con favore la notizia dei 40 milioni destinati all’ampliamento di Verziano. Questo progetto consentirebbe di costruire un nuovo padiglione da 350 posti, liberando così il sovraffollato istituto di Canton Mombello”. Gelmini ha inoltre evidenziato la necessità di ricostruire l’attuale cinta muraria e di procedere all’acquisizione dei terreni agricoli adiacenti.

Il ministro Nordio ha infine ribadito che il progetto coinvolge una molteplicità di soggetti istituzionali, dal Comune al Ministero delle Infrastrutture. “Non si tratta di una competenza esclusiva del Ministero della Giustizia – ha precisato –, ma di un’azione condivisa. Stiamo lavorando in stretto coordinamento con gli enti locali, e contiamo anche sull’impegno del commissario straordinario per l’edilizia carceraria, affinché i tempi possano eventualmente essere abbreviati”.

Redazione

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