Con un gesto forte e carico di valore simbolico, il Consiglio comunale di Borgosatollo ha deciso di revocare la cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini. La proposta, sostenuta dalla maggioranza e accolta con un applauso dai cittadini presenti, è stata promossa per riaffermare i valori democratici su cui si fonda la Repubblica Italiana. La decisione è arrivata anche grazie al sostegno di varie associazioni locali, tra cui la sezione dell’ANPI, che hanno sollecitato l’atto come testimonianza di un netto rifiuto del pensiero fascista.
L’iniziativa è frutto anche di un accurato lavoro di ricostruzione storica. Il merito va a Giacomo Cassamali, che ha portato alla luce i documenti relativi all’onorificenza attraverso ricerche nell’archivio storico comunale. Questo contributo ha fornito la base per la deliberazione, permettendo all’amministrazione attuale di affrontare una pagina del passato rimasta finora poco esplorata.
Il voto non è stato unanime: le minoranze consiliari si sono astenute, pur ribadendo la loro ferma opposizione a fascismo e nazismo. La capogruppo di opposizione, Fabiana Usanza, ha espresso perplessità sul momento politico scelto per la proposta, interpretandolo come parte di una linea comune seguita da amministrazioni politicamente affini alla maggioranza. Ha inoltre sottolineato l’importanza di combattere quotidianamente per i valori democratici, piuttosto che attraverso atti giudicati simbolici e di opportunità .
Il sindaco Elisa Chiaf ha commentato con fermezza: «Chi ha rappresentato un regime che ha portato alla morte giovani del nostro paese, perseguitato sacerdoti e internato cittadini, non può avere posto tra i cittadini onorari di Borgosatollo». Anche il vicesindaco Marco Frusca ha voluto rimarcare che l’atto di revoca è un messaggio chiaro contro ogni forma di autoritarismo: «Ricordiamo il sacrificio di chi ha sofferto o perso la vita durante il fascismo, e riaffermiamo il nostro impegno per la pace, la tolleranza e l’integrazione».
L’ex sindaco Giacomo Marniga, oggi consigliere, ha sostenuto l’iniziativa con un appello all’unanimità , ricordando simbolicamente Giacomo Matteotti nel suo intervento. Ha chiesto una pausa di riflessione per permettere ai colleghi di rivedere la loro posizione, senza però riuscire a modificare il voto delle minoranze. Ha infine sottolineato che, pur non essendo a conoscenza della concessione della cittadinanza a Mussolini durante il suo mandato, questo non lo esimeva dal dovere morale di intervenire oggi.
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