L’inganno ha avuto origine in un contesto di forte vulnerabilità economica: le difficoltà causate dalla pandemia hanno reso le piccole e medie imprese un facile bersaglio. I truffatori, spacciandosi per dirigenti e funzionari di istituti bancari, si sono presentati come portatori di soluzioni rapide e vantaggiose. Promettevano finanziamenti garantiti, apparentemente collegati a enti affidabili come la Cassa Depositi e Prestiti, vincolati però alla stipula preventiva di una polizza assicurativa. Peccato che quella polizza non avesse alcun valore reale.
Attraverso mail e telefonate, utilizzando carta intestata contraffatta, il gruppo si accreditava come rappresentante di banche note – tra cui Bnp Paribas e Mediocredito Centrale – coinvolgendo imprenditori in gravi difficoltà economiche. I presunti funzionari richiedevano il versamento anticipato di un premio assicurativo compreso tra l’1,2% e l’1,4% dell’importo richiesto. Le trattative si concludevano spesso con appuntamenti mai rispettati, ma ciò non impediva alle vittime di versare comunque le somme richieste, fidandosi dell’apparente autorevolezza degli interlocutori.
A finire sotto processo sono tre persone, comparse nella prima udienza tenutasi presso il tribunale di Brescia. Due altri indagati risultano al momento irreperibili, mentre altre due figure coinvolte sono state prosciolte in fase preliminare. Le accuse ruotano intorno a una truffa da centinaia di migliaia di euro, versati tramite bonifici su conti correnti che, secondo gli inquirenti, sono stati utilizzati per far sparire il denaro attraverso una catena di operazioni e trasferimenti all’estero.
Le indagini hanno evidenziato una struttura organizzata con ruoli ben definiti: c’era chi si occupava della gestione dei contatti con le vittime, chi prestava la propria identità per l’apertura di conti correnti e caselle email, e chi invece si dedicava al prelievo e alla successiva movimentazione delle somme ricevute. La truffa, iniziata nel 2020, si è protratta fino a quando alcune vittime, insospettite dalla mancata erogazione dei fondi, hanno sporto denuncia, avviando così l’inchiesta della Procura.
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