Dopo un anno di assenza, tornano le ordinazioni sacerdotali a Brescia. Un evento atteso dalla comunità diocesana, che sabato mattina ha riempito il Duomo per assistere alla celebrazione presieduta dal Vescovo di Brescia. Protagonisti della giornata sono don Mattia Garneri, don Nicola Penocchio e don Andrea Simonelli, i tre giovani che hanno ricevuto il sacramento dell’Ordine diventando ufficialmente sacerdoti.
La cerimonia, trasmessa in diretta televisiva e streaming, ha segnato un momento di gioia e speranza per la Chiesa bresciana, che – pur in un contesto di crisi delle vocazioni – torna a vedere nuovi pastori prendere il loro posto al servizio delle comunità.
Chi sono i nuovi sacerdoti
Don Mattia Garneri, nato l’11 agosto 1999 a Gardone Val Trompia e originario della parrocchia di Zanano, ha coltivato fin da giovane la passione per la musica, suonando pianoforte e organo. Durante il percorso in Seminario ha svolto servizio pastorale nell’Unità pastorale di Rezzato, a Lovere, San Bartolomeo e Gavardo.
Don Nicola Penocchio, coetaneo di don Garneri, proviene dalla parrocchia di Cailina. Dopo gli studi all’ITIS, indirizzo informatico, è entrato in seminario a soli 18 anni. Negli anni ha prestato servizio nelle parrocchie del Savallese, a Gavardo, Lovere e durante il diaconato a Castel Mella.
Don Andrea Simonelli, 29 anni, è di Passirano. La sua vocazione si è manifestata già durante gli anni delle scuole superiori, maturata poi nel cammino formativo del seminario. Il suo percorso è stato segnato dall’impegno costante nel servizio pastorale e nella riflessione spirituale.
Un segnale di speranza per la diocesi
L’ordinazione di tre nuovi preti rappresenta un importante segnale di vitalità per la Chiesa bresciana, che nel 2024 non aveva registrato alcuna nuova ordinazione. Una tendenza che riflette un calo generalizzato delle vocazioni a livello nazionale, ma che quest’anno trova una felice inversione.
La formazione dei nuovi sacerdoti ha seguito un intenso percorso teologico, umano e pastorale, con esperienze distribuite in diverse comunità del territorio. La loro presenza rappresenta una risorsa fondamentale per le parrocchie, oggi spesso alle prese con carenze numeriche e necessità di rinnovamento spirituale.
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