È stata sospesa nella serata di martedì l’intensa attività di ricerca avviata dopo la segnalazione di due ragazzi finiti nel fiume Oglio, a Urago. I giovani, entrambi dall’apparente età di circa 20 anni, sarebbero stati visti tuffarsi nel fiume nel tardo pomeriggio e poi trascinati via dalla corrente, senza più riemergere. La mobilitazione di soccorsi è stata immediata, ma al calare della notte non è stata trovata alcuna traccia utile.
A far scattare l’allerta sono stati due testimoni, che hanno assistito alla scena e chiamato le forze dell’ordine. Hanno raccontato che i due giovani si erano lanciati in acqua per nuotare, ma poi non erano più riemersi. Altri presenti, tuttavia, hanno riferito che non sembravano in difficoltà. Questo elemento ha spinto le autorità a considerare anche l’eventualità di un falso allarme o di un allarme rientrato autonomamente.
Le ricerche sono durate oltre due ore, coinvolgendo numerose squadre di soccorso: sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Chiari, Orzinuovi e Palazzolo, l’elicottero Drago del nucleo di Malpensa per il sorvolo aereo, il Nucleo sommozzatori di Milano e le pattuglie dei carabinieri delle stazioni locali. Presente anche la Protezione Civile di Urago d’Oglio e la Polizia Locale.
Al momento dell’interruzione delle operazioni, non era stata ancora presentata alcuna denuncia di scomparsa. Questo ha ulteriormente alimentato i dubbi sulla reale portata dell’accaduto. Nessun oggetto personale è stato rinvenuto lungo le sponde del fiume, né sono emerse altre testimonianze in grado di fornire dettagli decisivi. Non si esclude che i due giovani possano essere usciti dall’acqua autonomamente e allontanati senza rendersi conto del dispiegamento di forze messo in atto per cercarli.
Il tratto del fiume Oglio in cui si è verificato l’episodio è purtroppo noto per precedenti simili, alcuni con esiti tragici. Sono già tre le vittime di annegamenti solo quest’anno. L’ultimo caso mortale è avvenuto a Palazzolo poche settimane fa, mentre a Urago si era registrata un’altra tragedia a inizio giugno. La zona, frequentata soprattutto nei mesi estivi, è considerata pericolosa per la forza delle correnti e la scarsa sicurezza per i bagnanti.
Le autorità valuteranno nella mattinata di mercoledì se riprendere o meno le operazioni di ricerca. La decisione sarà presa anche in base ad eventuali nuovi elementi raccolti nelle ore successive alla sospensione.
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