“Siamo i genitori di Matteo Tobanelli, il nostro amato figlio di 16 anni stroncato da quel fatale incidente. Non ha fatto un frontale, non ha tamponato nessuno, la moto è quasi intatta. Vogliamo solo capire”. Con queste parole Diego e Tania Tobanelli, madre e padre del giovane scomparso, hanno affidato ai social un messaggio di dolore e ricerca di verità, diventato in poche ore virale.
Il tragico incidente si è verificato giovedì scorso, lungo la strada che da Lonato porta ai Barcuzzi, a pochi passi da casa. Matteo era in sella alla sua Yamaha R125, una moto che aveva acquistato da pochi mesi. Secondo la ricostruzione ufficiale della Polizia Stradale di Desenzano, il ragazzo avrebbe perso il controllo del mezzo durante un sorpasso, urtando la fiancata di un’auto e finendo rovinosamente a terra. L’impatto con l’asfalto è stato fatale, provocando gravi traumi alla testa, in particolare nella zona occipitale.
I soccorsi sono stati immediati, con l’arrivo sul posto di automedica, ambulanza e infermierizzata. Matteo è stato rianimato e trasportato in codice rosso all’ospedale di Desenzano, dove è deceduto poco dopo il ricovero. Nonostante l’apparente chiarezza della dinamica per le autorità, la Procura di Brescia ha deciso di non disporre l’autopsia, permettendo alla famiglia di procedere con la donazione degli organi. Un ultimo gesto di generosità che ha commosso l’intera comunità.
Ma per i genitori resta un vuoto di risposte. Matteo, ricordano, non ha urtato frontalmente né tamponato altri veicoli, e la sua moto non mostra danni compatibili con un impatto violento. Da qui nasce l’appello disperato: chiunque abbia assistito all’incidente o abbia informazioni utili è invitato a farsi avanti, per aiutare una famiglia distrutta a comprendere quanto accaduto.
Un post diventato virale, la comunità si stringe intorno alla famiglia
Il messaggio pubblicato domenica 6 agosto è stato rilanciato e condiviso da centinaia di persone in poche ore, con commenti di solidarietà e affetto. Sabato si sono svolti i funerali di Matteo all’abbazia di Maguzzano, la stessa chiesa dove era stato battezzato. Compagni di scuola, amici e familiari hanno partecipato in massa, ricordando un ragazzo generoso, appassionato e solare, che frequentava il liceo Bagatta di Desenzano.
Le forze dell’ordine non escludono nuovi contatti con i familiari, alla luce del nuovo appello. Se dovessero emergere elementi o testimonianze inedite, potrebbero essere disposti ulteriori approfondimenti.
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