Nel cuore del quartiere Carmine di Brescia potrebbero scomparire, da un momento all’altro, ben 180 parcheggi pubblici, oggi fondamentali per residenti e frequentatori della zona. A minacciarne la sopravvivenza è il progetto di riqualificazione della ex caserma Randaccio, destinata ad accogliere le nuove sedi della Prefettura e dell’Agenzia delle Entrate. L’intervento, già delineato dal Demanio civile, prevede un completo cambio di destinazione dell’area, eliminando di fatto l’attuale autosilo, senza che siano previste alternative equivalenti.
L’unica parziale compensazione, secondo i documenti progettuali, sarebbe un parcheggio da appena 40 posti, del tutto insufficiente a colmare la perdita. E il timore maggiore è per i residenti, che perderanno un’infrastruttura ormai strategica, anche in relazione alla movida serale e notturna che anima il quartiere. Non solo: con il previsto ingresso di circa 500 tra dipendenti e utenti dei nuovi uffici pubblici, il Carmine si troverà ad affrontare un ulteriore incremento del traffico e della pressione sulla sosta, proprio nelle ore di maggior congestione urbana.
Il Comune di Brescia, per voce del vicesindaco Federico Manzoni, ha espresso forte preoccupazione e sta cercando di convincere il Demanio a rivedere il piano, chiedendo che vengano ricavati nuovi spazi per la sosta all’interno del perimetro della caserma, ad esempio utilizzando il sedime dell’ex struttura dei carabinieri in via Bandiera. Tuttavia, al momento non ci sono conferme ufficiali né aperture concrete da parte del Demanio. L’interlocuzione istituzionale, spiega il Comune, non è stata all’altezza della portata del progetto, e il rischio è che i lavori partano senza che sia stata trovata una vera soluzione per la mobilità del quartiere.
Il cronoprogramma, per ora ipotetico, prevede che l’appalto per l’intervento venga bandito nei primi mesi del 2026, una volta conclusa la Conferenza dei servizi convocata a luglio e aggiornata all’autunno. A quel punto, entro un anno e mezzo, i lavori potrebbero entrare nel vivo, con l’azzeramento dei 180 posti auto attualmente utilizzati anche da utenti temporanei e visitatori.
Il problema si inserisce in un contesto già critico, dove non esistono alternative praticabili nel breve termine. L’unico progetto che in passato prometteva una soluzione – quello dell’ex area Enel in via Leonardo da Vinci – è stato accantonato: inizialmente avrebbe dovuto includere 100 posti pubblici, poi cancellati, e l’intervento stesso non è mai partito.
Anche la proposta di riservare i 40 nuovi posti solo ai residenti al di fuori degli orari di servizio degli uffici pubblici non viene considerata risolutiva: la sproporzione tra domanda e offerta resta evidente, e l’arrivo di nuovi flussi quotidiani rischia di compromettere ulteriormente la vivibilità del quartiere.
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