È stata una giornata cruciale quella di lunedì 1 settembre per il mondo della scuola bresciana. Dopo la pubblicazione del bollettino dell’Ufficio Scolastico Territoriale dello scorso 30 agosto, circa 2.500 docenti hanno preso servizio nelle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado della provincia.
Gli incarichi
Le nomine coprono cattedre annuali fino al 31 agosto 2026 o fino al termine delle lezioni del 30 giugno, distribuite sia a tempo pieno sia come spezzoni orari. Per i docenti convocati sabato, la presa di servizio era obbligatoria: chi non si è presentato ha perso la possibilità di concorrere a incarichi annuali o fino a giugno dalle GaE (Graduatorie ad Esaurimento) e dalle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze), restando limitato alle supplenze brevi.
Un avvio più ordinato
L’avvio dell’anno scolastico, fissato per venerdì 12 settembre, non rischia dunque di partire con troppe classi scoperte. Tuttavia il sistema non è ancora a regime: circa il 30% delle cattedre resta riservato ai vincitori dei concorsi, le cui graduatorie definitive non sono state pubblicate. Inoltre, soprattutto sul sostegno, alcune assegnazioni potrebbero liberarsi a seguito di rinunce o trasferimenti. Non si escludono quindi nuovi bollettini di nomine fino a dicembre.
Il personale Ata
Accanto agli insegnanti, con l’Albo 91 del 30 agosto sono stati nominati anche collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e DSGA (direttori dei servizi generali e amministrativi), figure chiave per l’organizzazione delle scuole che il 12 settembre apriranno i cancelli insieme al corpo docente.
Tra soddisfazione e malumori
Dai sindacati arriva un commento prudente: il meccanismo delle nomine è considerato più efficiente rispetto al passato, garantendo la copertura della maggior parte delle cattedre già a inizio settembre. Restano però le criticità: continui cambiamenti, incarichi “al buio” e la possibilità che chi ha accettato uno spezzone venga poi richiamato per una cattedra più stabile, generando inevitabili malumori.
L’obiettivo della continuità
La vera sfida rimane la continuità didattica. Dirigenti e segreterie scolastiche dovranno gestire nelle prossime settimane arrivi, trasferimenti e aggiustamenti di orario. Brescia può contare su migliaia di docenti pronti a entrare in aula, ma la macchina del nuovo anno scolastico 2025/2026 richiederà ancora tempo prima di trovare un equilibrio stabile.
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