Omicidio di Lonato del Garda: fermati madre e figlio di 16 anni per la morte di Dolores Dori

Le indagini dei carabinieri di Brescia portano a due fermi: la donna e il figlio minorenne sono accusati di concorso in tentato omicidio pluriaggravato e porto abusivo d’armi

Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Dolores Dori, la donna uccisa la sera del 2 ottobre a Lonato del Garda, dopo essere stata abbandonata davanti all’ospedale di Desenzano con tre colpi di arma da fuoco. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Brescia e della Compagnia di Desenzano del Garda hanno eseguito due fermi di indiziato di delitto nei confronti della madre della vittima, una cittadina italiana di 59 anni, e del figlio 16enne, entrambi ritenuti coinvolti nella sparatoria.

I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura Ordinaria e da quella per i Minorenni di Brescia, con accuse di tentato omicidio pluriaggravato, detenzione illegale e porto abusivo di armi e minacce, in concorso tra loro.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vicenda sarebbe nata da un dissidio familiare di natura privata tra due nuclei di etnia sinti, legato a questioni sentimentali che coinvolgevano i figli delle due famiglie. La tensione, già alta nei giorni precedenti, avrebbe portato all’esplosione della violenza nel campo nomadi di Lonato del Garda, dove si è consumata la tragedia.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte con il supporto dei militari della 2ª Sezione Cyber del Nucleo Investigativo di Brescia, hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti attraverso testimonianze, immagini dei sistemi di videosorveglianza e l’analisi dei dispositivi digitali sequestrati.

In particolare, gli esperti informatici hanno estratto dalle copie forensi degli smartphone numerosi elementi probatori, tra cui un video pubblicato in rete dal 16enne, che lo mostrava insieme al padre — entrambi armati di pistola — mentre minacciavano un componente dell’altra famiglia.

Il minore, inoltre, avrebbe ripreso con il cellulare le fasi della sparatoria, permettendo agli inquirenti di ricostruire l’esatta sequenza degli eventi. Dalle prime analisi è emerso che il ragazzo, accompagnato dalla madre e dalla nonna, avrebbe sfondato con l’auto il cancello del campo nomadi, dando il via a una violenta sparatoria: le due donne avrebbero esploso alcuni colpi d’arma da fuoco verso un gruppo di persone, tra le quali l’uomo sospettato dell’omicidio, che avrebbe reagito sparando e colpendo mortalmente Dolores Dori.

Dopo l’agguato, la donna è stata trasportata all’ospedale di Desenzano, dove è deceduta poco dopo il ricovero. Gli arrestati sono stati condotti nel carcere di Verziano (la madre) e all’Istituto minorile Beccaria di Milano (il figlio).

Le indagini restano aperte per chiarire tutti i dettagli della vicenda e individuare eventuali altri soggetti coinvolti nella sparatoria. Gli inquirenti puntano ora a definire con precisione il movente e le responsabilità individuali in un caso che ha scosso profondamente la comunità gardesana.

Redazione

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