Anticiclone di San Martino: sole e temperature miti fino a metà novembre

L’alta pressione nordafricana porta un clima quasi primaverile su gran parte d’Europa. In pianura padana, però, arriva la nebbia da inversione termica.

L’anticiclone subtropicale che ha garantito giornate soleggiate e temperature miti negli ultimi giorni continuerà a dominare lo scenario meteorologico almeno fino a metà novembre, regalando all’Italia e a gran parte dell’Europa una prolungata estate di San Martino.

Secondo le previsioni, l’alta pressione di matrice nordafricana manterrà una massa d’aria calda e stabile su tutto il continente, ritardando l’arrivo del primo vero freddo stagionale di almeno due settimane. Solo la Pianura Padana farà eccezione, dove nei prossimi giorni il fenomeno dell’inversione termica favorirà nebbie diffuse e persistenti, specie al mattino.

Bel tempo e clima sopra la media

Il robusto anticiclone terrà lontane le perturbazioni atlantiche, garantendo cieli sereni o poco nuvolosi e temperature più alte della norma di 3-4 gradi.
Sull’Europa centrale, in particolare tra Francia e Germania, sono attese anomalie termiche ancora più marcate, con valori che potrebbero superare i 20 gradi, sfiorando persino nuovi record di caldo per il periodo.

Un contesto meteorologico di impronta primaverile, con le correnti fredde confinate nell’area artica russa, ben lontane dal bacino del Mediterraneo.

Nebbia e inversione termica in Pianura Padana

Diversa la situazione nella valle del Po, dove la stabilità atmosferica favorirà raffreddamento notturno e accumulo di aria fredda al suolo. Il contrasto tra masse d’aria fredde e calde determinerà la formazione di nebbie estese nelle ore mattutine, in dissolvimento solo parziale durante il giorno.

Le temperature massime in pianura si manterranno attorno ai 14-15 gradi, mentre in collina e montagna l’aria più secca e mite dell’anticiclone regalerà giornate quasi primaverili, con punte che localmente potranno superare i 18 gradi. Da venerdì, il cielo tenderà a velarsi con nuvolosità più diffusa, ma senza variazioni significative delle temperature.

Novembre sempre meno invernale

Negli ultimi decenni, novembre ha mostrato un progressivo indebolimento delle ondate fredde, con minime raramente sottozero nelle aree urbane. Episodi di freddo intenso come quelli del 1988 e 1989, quando il termometro toccò rispettivamente i -8 e -7 gradi, sembrano ormai lontani.

Le nevicate di inizio mese, un tempo frequenti, sono quasi scomparse: a Brescia, ad esempio, l’ultima nevicata significativa risale al 2008, con un solo centimetro di accumulo, mentre restano storiche quelle del 1980 e del 1999, che imbiancarono la città e il cremonese con diversi centimetri di neve.

Prospettive

Le proiezioni a medio termine confermano la persistenza dell’alta pressione anche nella seconda metà del mese, con un possibile cambio di scenario solo verso fine novembre, quando le correnti fredde artiche potrebbero iniziare a scendere di latitudine.

Redazione

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