Imu, conto alla rovescia anche a Brescia per il saldo di dicembre

Con l’avvicinarsi della metà di dicembre torna l’appuntamento con il saldo dell’Imu

Con l’avvicinarsi della metà di dicembre torna l’appuntamento con il saldo dell’Imu. La seconda rata dell’imposta municipale sugli immobili dovrà essere versata entro martedì 16 dicembre e riguarda, come di consueto, seconde abitazioni, immobili di lusso, fabbricati commerciali, aree edificabili e terreni agricoli. Restano escluse dal tributo le abitazioni principali non di pregio e altre tipologie espressamente esentate, come gli alloggi popolari, gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinati ai soci e i fabbricati utilizzati come edilizia sociale.

Secondo le elaborazioni della Uil su dati dell’Agenzia delle Entrate, i contribuenti tenuti al versamento dell’Imu sono oltre 26,1 milioni. Di questi, circa il 41% è composto da lavoratori dipendenti e pensionati. Il gettito complessivo ha raggiunto nel 2023 quota 19,4 miliardi di euro, mentre per il solo saldo di dicembre 2024 si stima un incasso di circa 11 miliardi, sulla base degli importi versati con l’acconto di giugno. Confedilizia ha richiamato l’attenzione sulle modalità di determinazione del saldo. Se l’acconto di giugno è stato calcolato applicando aliquote e detrazioni dell’anno precedente, il versamento di dicembre richiede invece un ricalcolo basato sulle aliquote in vigore per il 2024, con eventuale conguaglio. Da quest’anno i Comuni possono fissare le aliquote esclusivamente scegliendo tra le fattispecie previste dal decreto ministeriale del 7 luglio 2023, successivamente aggiornato. Non è più consentita, quindi, una personalizzazione libera delle aliquote. Le amministrazioni comunali devono approvare un apposito prospetto attraverso l’applicazione disponibile sul portale del federalismo fiscale, che viene poi pubblicato sul sito del Dipartimento delle politiche fiscali del Mef.

L’importo dell’Imu si ottiene moltiplicando la base imponibile per l’aliquota deliberata dal Comune in cui si trova l’immobile. Il tributo va calcolato tenendo conto della quota di possesso e dei mesi durante i quali l’immobile è stato detenuto nel corso dell’anno. Il pagamento resta suddiviso in due appuntamenti: l’acconto entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre.

L’impatto dell’Imu varia sensibilmente da città a città. A fronte di una media nazionale di 977 euro annui per una seconda casa, il peso maggiore si registra nei grandi centri del Centro-Nord: a Roma si superano i 3.400 euro, a Milano si sfiorano i 3.000, mentre Venezia, Torino e Firenze restano tutte sopra i 1.900 euro. All’estremo opposto si collocano realtà come Palermo, Pesaro, Cosenza ed Enna, dove l’importo medio non raggiunge i 500 euro. A Brescia il saldo Imu di dicembre per le seconde abitazioni si attesta in media a 467 euro, leggermente al di sotto della media nazionale. Il costo annuo complessivo arriva a 934 euro, in linea con il dato italiano. Più contenuta anche la tassazione sulle abitazioni principali di lusso: il saldo medio è di 297 euro, contro i 458 della media nazionale, con un totale annuo di 593 euro rispetto ai 915 registrati a livello nazionale.

Redazione

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