Con l’entrata in vigore della legge 106 del 18 luglio 2025, scattano dal primo gennaio nuove tutele per lavoratrici e lavoratori che usufruiscono dei permessi previsti dalla legge 104. La novità principale è l’introduzione di 10 ore annue aggiuntive di permesso retribuito, pensate per rispondere a necessità brevi ma ricorrenti legate alla salute. Le modalità operative sono state chiarite dall’Inps con la circolare n. 152 del 19 dicembre 2025.
La disposizione riguarda sia il personale definito “fragile” sia i caregiver che assistono familiari con disabilità. Il beneficio è riconosciuto a lavoratori del settore pubblico e del settore privato, con una differenza esclusivamente amministrativa: nel pubblico è l’ente datore di lavoro a farsi carico dell’onere economico, mentre nel privato il pagamento è gestito dall’Inps.
Le procedure variano in base al comparto. Nel settore pubblico, le richieste di permesso vengono solitamente inoltrate direttamente all’amministrazione di appartenenza. Nel privato, invece, un ruolo centrale è svolto dai Patronati, che supportano i lavoratori nella presentazione delle domande e nella gestione delle pratiche previdenziali.
Per stimare il numero di beneficiari, è più semplice partire dal settore privato, dove i dati sono maggiormente centralizzati. Secondo quanto riferito da Fabio Raggi, direttore del Patronato Acli, nel corso del 2025 sono state presentate circa 1.900 domande di permesso 104. Considerando che Acli copre circa un terzo delle richieste complessive, si può stimare che nel Bresciano oltre 6mila lavoratori del settore privato usufruiscano della 104.
Per il pubblico, come spiega Gianmarco Pollini, segretario generale della Funzione Pubblica Cisl, la percentuale di utilizzo è sostanzialmente analoga. Sommando i due comparti, il numero complessivo di beneficiari nel territorio supera quindi le 10mila persone.
Le 10 ore aggiuntive non sostituiscono i tre giorni mensili di permesso già previsti dalla normativa, ma si affiancano ad essi. Saranno utilizzabili per coprire assenze brevi e frequenti, come visite specialistiche, esami diagnostici o cicli di terapie. I lavoratori potranno quindi continuare a fare riferimento ai permessi mensili e, quando necessario, integrare con il monte ore aggiuntivo, rendendo più flessibile la gestione delle esigenze sanitarie nel corso dell’anno.
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