L’attenzione delle amministrazioni locali del Garda bresciano resta alta sul fronte della sicurezza, dopo una nuova serie di segnalazioni di tentate truffe ai danni della popolazione, in particolare delle persone anziane. A distanza di pochi giorni dagli allarmi lanciati nei Comuni di Tremosine e Tignale, anche Limone sul Garda ha diffuso un avviso urgente per mettere in guardia i cittadini da raggiri in corso sul territorio.
Finti carabinieri e finti parenti: il primo allarme
Non più tardi di una decina di giorni fa, nei Comuni di Tremosine e Tignale, era scattato l’allarme per una serie di telefonate sospette. I truffatori, spacciandosi per carabinieri o per nipoti in difficoltà, contattavano telefonicamente persone anziane raccontando di presunti incidenti stradali o guai giudiziari che avrebbero coinvolto un familiare stretto.
Il copione era sempre lo stesso: dopo aver creato uno stato di ansia e urgenza, veniva richiesta una somma di denaro da consegnare rapidamente per “risolvere” la situazione. Di fronte a questi episodi, le amministrazioni comunali avevano invitato la cittadinanza a prestare la massima attenzione e a contattare immediatamente le forze dell’ordine, che nel frattempo hanno intensificato il presidio del territorio.
Nuovo episodio a Limone: false ispezioni Asl
Oggi, 5 febbraio, un nuovo e preoccupante episodio è stato segnalato dal Comune di Limone sul Garda. Secondo quanto comunicato dal Municipio, due donne munite di un presunto tesserino Asl starebbero girando per case e appartamenti con la scusa di misurare le polveri sottili all’interno delle abitazioni.
L’avviso diffuso dall’amministrazione è chiaro e diretto: “Non aprite”, con l’invito a condividere la notizia per evitare che altri cittadini possano cadere nella trappola. Un dettaglio che ha ulteriormente aumentato la preoccupazione è la segnalazione secondo cui le due donne sarebbero armate, elemento che rende la situazione particolarmente delicata e che rafforza la necessità di non avere alcun contatto diretto.
L’appello dei Comuni: segnalare subito e non fidarsi
Le amministrazioni locali ribadiscono alcune regole fondamentali di prevenzione. Nessun ente pubblico, né l’Asl né le forze dell’ordine, effettua controlli domiciliari senza preavviso ufficiale o senza appuntamento concordato. Allo stesso modo, nessun carabiniere chiede denaro per telefono o invia incaricati a ritirare contanti o gioielli.
In caso di telefonate sospette o di persone che si presentano alla porta con motivazioni poco chiare, l’indicazione è di non aprire, non fornire informazioni personali e contattare immediatamente il 112. La collaborazione dei cittadini resta un elemento decisivo per prevenire i reati e consentire interventi tempestivi.
Un fenomeno in crescita che colpisce i più fragili
Questi episodi confermano come le truffe agli anziani continuino a rappresentare un fenomeno diffuso e in evoluzione, capace di adattarsi ai contesti locali e di sfruttare la fiducia verso figure istituzionali. Dal telefono alle false ispezioni domiciliari, le modalità cambiano, ma l’obiettivo resta lo stesso: colpire le persone più fragili.
Per questo motivo, i Comuni del Garda rinnovano l’invito a parlare del problema in famiglia, informando soprattutto anziani e persone sole, e a non sottovalutare alcun segnale sospetto.
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