Si complica sempre di più il percorso autorizzativo per il maxi impianto agrivoltaico previsto a Brescia, tra via del Serpente e la tangenziale Ovest. Dopo il preavviso di diniego da parte della Provincia, è arrivata anche la bocciatura ufficiale del Comune, che ha espresso un parere contrario articolato su diversi aspetti tecnici, ambientali e normativi.
Il progetto, che prevede l’installazione di circa 200mila metri quadrati di pannelli su terreni agricoli concessi in affitto, aveva già sollevato forti perplessità tra i residenti della zona. La comunità locale si era infatti espressa con decisione contro l’intervento, ritenuto da molti un elemento di forte impatto sul paesaggio e sull’equilibrio ambientale dell’area.
Uno dei nodi principali riguarda la localizzazione dell’impianto. L’area interessata rientra infatti nel Sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro, soggetto a specifiche limitazioni d’uso stabilite da un’ordinanza comunale. Le attività previste dal progetto, come lavorazioni del terreno, coltivazioni e allevamenti, risultano incompatibili con tali vincoli, rendendo di fatto non attuabile una parte significativa dell’intervento.
Ulteriori criticità emergono dalla relazione agronomica presentata dalla società proponente. Il piano prevede coltivazioni di alberi da frutto e attività di apicoltura su terreni destinati anche alla produzione di foraggio. Tuttavia, non è stata indicata alcuna azienda responsabile della gestione agricola e del monitoraggio nel tempo, un requisito richiesto dalle linee guida nazionali in materia.
Anche sotto il profilo paesaggistico, il giudizio è stato netto. La Commissione comunale ha evidenziato un impatto ritenuto non sostenibile, in particolare per la relazione tra spazi agricoli e margine urbano. Particolare attenzione è stata posta alla presenza di beni storici tutelati, come cascina Labirinto, che risulterebbero compromessi dalla vicinanza dell’impianto. Parte del progetto ricade inoltre in una fascia di rispetto di 500 metri, considerata non idonea per questo tipo di interventi.
Non meno rilevanti le osservazioni sul piano normativo e tecnico. Il progetto risulta in contrasto con il regolamento regionale che impone il mantenimento del naturale deflusso delle acque meteoriche. Nel caso specifico, non sarebbero state previste adeguate misure per compensare l’impermeabilizzazione del suolo, legata alla presenza di cabine e fondazioni.
A ciò si aggiungono ulteriori irregolarità , tra cui l’assenza della valutazione di impatto ambientale per alcune porzioni dell’area e il mancato rispetto delle distanze minime dai confini per le cabine di trasformazione. Un elemento decisivo riguarda inoltre la mancanza dei requisiti per l’esercizio dell’attività agricola da parte del soggetto proponente, che rende incompatibile la realizzazione di nuove strutture in zona agricola.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un progetto fortemente criticato sotto molteplici aspetti. La doppia bocciatura da parte di Comune e Provincia rappresenta un ostacolo significativo alla realizzazione dell’impianto, segnando una fase di stallo che potrebbe rimettere in discussione l’intera operazione.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.