Redditi in calo a Brescia, cresce il numero dei contribuenti

Lago di Garda al vertice della ricchezza, ma l’importo medio scende dell’1,8%

I redditi dei cittadini bresciani registrano una flessione, mentre aumenta il numero complessivo dei contribuenti. È quanto emerge dai dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi alle dichiarazioni presentate nel 2025, riferite all’anno fiscale 2024. Il quadro che si delinea è quello di una provincia in cui l’importo medio dichiarato diminuisce, ma la base dei contribuenti si amplia, incidendo sull’andamento complessivo.

Nel dettaglio, il reddito medio lordo è sceso dell’1,8%, passando da 24.110 a 23.677 euro. Un’inversione rispetto al 2023, quando si era registrato un incremento significativo superiore al 12%. Nonostante questo calo, l’imponibile totale ha continuato a crescere, superando i 23,7 miliardi di euro, con un aumento di oltre un miliardo rispetto all’anno precedente.

A trainare questo risultato è soprattutto l’incremento del numero di contribuenti. Nel 2025 sono state infatti presentate 951.028 dichiarazioni, circa 10mila in più rispetto all’anno precedente. Un dato che contribuisce a compensare la diminuzione del reddito medio, mantenendo in crescita il totale complessivo.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale della ricchezza, non si registrano cambiamenti ai vertici. I comuni del Lago di Garda continuano a dominare la classifica dei redditi più elevati, confermando una tendenza consolidata. In testa si trova Padenghe sul Garda, con un reddito medio di 35.561 euro, in lieve crescita rispetto all’anno precedente.

Segue Soiano del Lago, stabile in seconda posizione con 32.344 euro. Più dinamica la situazione nelle posizioni successive: Cellatica supera Gardone Riviera, raggiungendo i 30.251 euro (+1,42%), mentre Gardone registra una flessione e scende a 29.966 euro. Subito dietro si colloca Collebeato, con 29.715 euro e una crescita significativa del 5,12%.

Completano la top ten Monticelli Brusati, Desenzano del Garda, San Felice del Benaco e Concesio. Il capoluogo Brescia si posiziona appena fuori, con un reddito medio di 27.710 euro e un imponibile complessivo che raggiunge i 4,2 miliardi di euro.

All’estremo opposto della graduatoria si trovano i piccoli comuni montani, caratterizzati da un numero ridotto di contribuenti e redditi medi sensibilmente più bassi. Tignale chiude la classifica con 17.363 euro medi, seguito da Magasa (17.744 euro). Lozio, Tremosine e Incudine si collocano poco sopra i 18mila euro.

Analizzando le variazioni percentuali, emergono alcune realtà in forte crescita. Paisco Loveno registra l’incremento più marcato, sfiorando il +9,8%, seguito da Pertica Alta (+9,68%) e Marmentino (+8,15%). Diversi comuni mostrano segnali di dinamismo, con aumenti superiori al 7% anche per Capovalle, Mura e Magasa.

Non mancano tuttavia i territori in controtendenza. Limone sul Garda segna la flessione più significativa (-3,81%), seguito da Lodrino (-3,67%) e Salò (-1,65%). Cali più contenuti si registrano a Gardone Riviera, Paratico e Sulzano, quest’ultimo quasi stabile.

Un dato rilevante riguarda infine la diffusione dei redditi sopra la media provinciale. Sono 134 i comuni che registrano valori pari o superiori a 22.708 euro, un numero in crescita rispetto all’anno precedente, quando erano poco più di cinquanta. Un segnale che indica una distribuzione più ampia di livelli reddituali medio-alti sul territorio.

Il quadro complessivo evidenzia dunque una fase di transizione: da un lato la riduzione del reddito medio, dall’altro l’aumento dei contribuenti e dell’imponibile totale. Una dinamica che riflette cambiamenti economici e demografici, con impatti differenti tra aree lacustri, urbane e montane.

Redazione

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