Redditi a Brescia in crescita, ma resta il divario tra quartieri

Aumentano i contribuenti più ricchi mentre persistono forti differenze territoriali

Il quadro economico della città di Brescia evidenzia segnali di crescita, ma conferma allo stesso tempo un divario ancora marcato tra i diversi quartieri. I dati più recenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, relativi alle dichiarazioni dei redditi, mostrano infatti un incremento del reddito medio cittadino, accompagnato però da una distribuzione della ricchezza che resta disomogenea.

Nel dettaglio, il reddito medio nel capoluogo è salito a 27.736 euro, registrando un aumento del 3,46% rispetto all’anno precedente. Un dato in controtendenza rispetto all’andamento della provincia, dove invece si è verificata una flessione complessiva. Parallelamente, è cresciuto anche il numero dei contribuenti, arrivati a oltre 151mila, con un imponibile totale che ha raggiunto quota 4,2 miliardi di euro.

Uno degli elementi più significativi riguarda l’aumento dei contribuenti con redditi elevati: coloro che dichiarano oltre 120mila euro sono passati da 1.803 a 2.113 unità. Questo segmento concentra un imponibile complessivo pari a circa 475 milioni di euro, una cifra che evidenzia il peso crescente delle fasce più abbienti all’interno del sistema economico locale.

Allo stesso tempo, si registra una lieve diminuzione dei redditi più bassi: i contribuenti sotto i 10mila euro sono scesi a poco meno di 30mila, con un reddito medio di circa 4.567 euro. Questo dato indica una contrazione numerica della fascia più fragile, ma non elimina il divario complessivo.

Dal punto di vista territoriale, Brescia Antica si conferma l’area con il reddito medio più elevato, attestandosi a 36.817 euro, pur con una crescita contenuta rispetto ad altre zone. A seguire si collocano quartieri come Costalunga, Maddalena, Bornata e Porta Venezia, con valori molto vicini e in progressivo avvicinamento alla vetta.

Tra le aree con redditi medio-alti spicca anche Mompiano, che si avvicina ai 34mila euro, mentre la zona di Vittorio Veneto, Borgo Trento e via Crocifissa di Rosa supera i 30mila euro, consolidando la propria posizione tra i quartieri più solidi dal punto di vista economico.

All’estremo opposto della classifica restano San Polo Cimabue e Sanpolino, dove il reddito medio supera di poco i 22mila euro, nonostante un incremento significativo su base annua. Valori leggermente superiori si registrano in quartieri come Chiesanuova, Villaggio Sereno, Don Bosco e Villaggio Badia, che si collocano comunque nelle fasce più basse della distribuzione.

Interessante anche l’analisi delle performance percentuali: le crescite più marcate si registrano in quartieri come Pendolina, Torricella, Urago Mella e Chiusure, con un aumento dell’8,69%. Incrementi superiori al 4% interessano inoltre diverse altre zone, segno di una crescita diffusa, seppur con intensità differenti.

La distribuzione dei contribuenti più ricchi evidenzia una concentrazione prevalente nelle aree centrali: una parte significativa risiede all’interno delle mura venete, tra Brescia Antica, Centro storico nord e la zona di Vittorio Veneto e Borgo Trento. Tuttavia, anche altre aree residenziali di pregio contribuiscono a delineare la geografia della ricchezza cittadina.

Nel complesso, i dati delineano una città in crescita sotto il profilo economico, ma ancora caratterizzata da forti disparità interne. L’incremento del reddito medio e del numero di contribuenti benestanti non si traduce infatti in una distribuzione uniforme della ricchezza, lasciando invariati i rapporti di forza tra i quartieri.

Redazione

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