Fatture false e soldi sporchi, confisca da oltre un milione nel Bresciano

Guardia di Finanza e Polizia hanno sequestrato immobili, contanti e auto a un cittadino indiano coinvolto in un sistema di frode fiscale da 55 milioni di euro

gdf guardia di finanza

Un patrimonio superiore al milione di euro è stato confiscato dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’inchiesta su un vasto giro di fatture false collegato anche ad ambienti vicini alla ’ndrangheta. Il provvedimento ha colpito un cittadino indiano residente nel Bresciano, già condannato per corruzione e associazione per delinquere.

L’operazione rappresenta uno degli sviluppi dell’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia, che negli ultimi anni ha portato alla luce un sofisticato sistema di frode fiscale costruito attraverso società cartiere operanti in diversi settori economici.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo criminale avrebbe creato 23 società fittizie — venti italiane e tre polacche — utilizzate per emettere fatture false per oltre 55 milioni di euro. Le aziende coinvolte operavano principalmente nei comparti dei metalli ferrosi, della plastica e del legno.

Il sistema avrebbe consentito a diverse imprese di ottenere documentazione fiscale inesistente, alterando il mercato e introducendo nell’economia legale denaro di provenienza illecita.

All’interno dell’organizzazione, il cittadino indiano avrebbe avuto un ruolo strategico nella monetizzazione del denaro. Gli investigatori ritengono che l’uomo raccogliesse ingenti somme in contanti sfruttando i rapporti con la propria comunità di riferimento.

In cambio di una percentuale compresa tra il 3 e il 4%, il soggetto avrebbe trasformato le fatture false in liquidità reale, permettendo così al sistema fraudolento di continuare a funzionare.

L’indagine aveva già portato nell’ottobre del 2021 all’arresto di 14 persone considerate legate al sodalizio criminale. Nei giorni del 23 e 24 aprile 2026 è stato poi eseguito il decreto di confisca emesso dal Tribunale di Brescia – Sezione Misure di Prevenzione.

Il provvedimento ha accolto integralmente la proposta avanzata dalla Procura della Repubblica e dal Questore di Brescia Paolo Sartori.

La confisca ha riguardato 312.994 euro in contanti, sei immobili e un’autovettura, beni riconducibili all’uomo e al suo nucleo familiare.

Cinque degli immobili sequestrati si trovano a Brescia, mentre il sesto è situato a Ospitaletto. Il denaro era già stato rinvenuto durante una perquisizione effettuata nel corso delle indagini nel 2021.

Le autorità hanno sottolineato come il provvedimento rappresenti uno strumento fondamentale per contrastare la criminalità economica organizzata, colpendo direttamente i patrimoni accumulati attraverso attività illecite.

L’operazione conferma inoltre l’attenzione delle forze dell’ordine verso i circuiti di frode fiscale collegati al riciclaggio e alla criminalità organizzata, fenomeni che continuano a incidere pesantemente sul tessuto economico del territorio.

Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia proseguono per verificare eventuali ulteriori collegamenti economici e societari riconducibili al sistema criminale scoperto nel Bresciano.

Redazione

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