Crescono in provincia di Brescia le liste d’attesa per l’ingresso nelle residenze sanitarie assistenziali. Secondo le stime aggiornate, sarebbero tra 29mila e 30mila le persone in attesa di un posto nelle Rsa del territorio, circa tremila in più rispetto allo scorso anno.
Un aumento che riflette il progressivo invecchiamento della popolazione, la crescita dei bisogni assistenziali e i cambiamenti sociali che stanno trasformando il ruolo delle famiglie nella gestione degli anziani non autosufficienti.
Attualmente l’Ats Brescia conta 91 Rsa autorizzate, di cui 85 accreditate a contratto. Tuttavia la domanda continua a superare ampiamente l’offerta disponibile, soprattutto nelle strutture convenzionate.
I dati aggiornati al 31 marzo 2026 mostrano numeri particolarmente elevati anche nelle principali strutture cittadine. Alla Rsa Villa Elisa risultano in lista d’attesa 404 uomini e 971 donne, mentre a Casa Industria le richieste riguardano 394 uomini e 871 donne.
La situazione più critica riguarda però i posti dedicati ai pazienti con Alzheimer e demenze, ambito in cui il divario tra domanda e disponibilità continua ad ampliarsi.
Secondo Stefania Mosconi, direttrice della Fondazione Casa di Dio, nelle quattro strutture gestite dall’ente ci sarebbero circa 300 persone in lista per appena 20 posti Alzheimer disponibili.
A livello generale, le richieste per questo tipo di assistenza avrebbero raggiunto quota 1.500 persone, di cui circa mille donne, a fronte di soli 440 posti disponibili sul territorio.
Per cercare di sostenere le famiglie, le strutture stanno puntando anche su servizi alternativi come i centri diurni integrati, che permettono agli anziani di ricevere assistenza durante il giorno riducendo almeno in parte la necessità di un ricovero permanente.
“Si tratta di soluzioni utili soprattutto per le famiglie che devono organizzare l’assistenza quotidiana”, ha spiegato Mosconi, sottolineando però che il problema cresce anno dopo anno e richiede interventi strutturali di lungo periodo.
Tra le ipotesi avanzate figura la possibilità per la Regione di trasformare alcuni posti a pagamento completo in posti convenzionati, oltre a investire maggiormente nei servizi domiciliari e nelle forme di assistenza che consentano di ritardare il più possibile l’ingresso in Rsa.
Con l’avvicinarsi dell’estate, inoltre, aumenta anche la difficoltà per molte famiglie che si affidano alle badanti. Durante il periodo delle ferie, infatti, diventa più complicato trovare sostituzioni o soluzioni temporanee nelle strutture assistenziali.
I posti in solvenza, cioè completamente a carico delle famiglie, restano accessibili solo a una parte limitata della popolazione, considerando rette che possono oscillare tra 3.500 e oltre 4mila euro al mese.
Nel Comune di Brescia è attiva da tempo una lista unica condivisa tra i principali enti gestori delle Rsa cittadine, tra cui Fondazione Casa di Dio e Fondazione Brescia Solidale.
Il sistema consente ai cittadini di presentare un’unica domanda indicando una struttura preferita e altre opzioni secondarie, facilitando la gestione delle richieste e la distribuzione dei posti disponibili.
L’assegnazione resta comunque legata alla valutazione del livello di bisogno assistenziale, con priorità alle situazioni considerate più gravi e urgenti.
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