Dieta mediterranea sotto accusa, cresce il sovrappeso infantile in Italia

Un’indagine della Bbc evidenzia l’aumento dei bambini italiani con problemi di peso e mette al centro il cambiamento delle abitudini alimentari. Gli esperti sottolineano la distanza dalla tradizione mediterranea originale

bambino che mangia l'hamburger

Secondo una ricerca della Bbc, la dieta mediterranea tradizionale sarebbe seguita oggi solo da una piccola parte della popolazione italiana. L’aumento del consumo di alcuni alimenti e gli stili di vita moderni vengono indicati tra i fattori legati alla crescita del sovrappeso infantile, soprattutto in alcune aree del Sud.

Il modello mediterraneo tra tradizione e cambiamenti

La dieta mediterranea è considerata da decenni uno dei modelli alimentari più equilibrati al mondo, basato sul consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce, olio extravergine di oliva e su un apporto moderato di altri alimenti.

Negli ultimi anni, però, le abitudini alimentari di molte famiglie italiane sono cambiate. Secondo un’analisi della Bbc, il modello tradizionale sarebbe stato progressivamente sostituito da un’alimentazione più ricca di prodotti trasformati, calorie e pasti meno bilanciati.

La ricerca, realizzata attraverso diverse interviste, evidenzia in particolare il problema del sovrappeso tra bambini e adolescenti italiani, un fenomeno in crescita che riguarda soprattutto alcune aree del Paese.

Secondo il dottor Valter Longo, direttore del Longevity Institute dell’Università della California del Sud, la dieta mediterranea originaria sarebbe ormai seguita realmente soltanto da circa il 10% degli italiani.

Le nuove abitudini alimentari dei bambini

Nel rapporto viene sottolineato come il modo di alimentarsi in Italia abbia assunto caratteristiche diverse rispetto al passato.

Longo descrive la moderna alimentazione italiana attraverso le cosiddette “cinque P”: pizza, pasta, patate, proteine e pane. Alimenti che fanno parte della tradizione culinaria nazionale, ma che, se consumati in eccesso e senza il giusto equilibrio con verdure, fibre e attività fisica, possono contribuire a un apporto calorico elevato.

Il problema non riguarda quindi singoli alimenti, ma il cambiamento complessivo dello stile alimentare e dello stile di vita.

La riduzione dell’attività fisica, il maggior consumo di prodotti industriali e una minore attenzione alla varietà dei pasti sono tra gli aspetti indicati dagli esperti come elementi che possono influire sull’aumento del peso nei più giovani.

Il fenomeno particolarmente evidente al Sud

La situazione descritta dalla ricerca appare più critica in alcune zone dell’Italia meridionale.

Secondo i dati citati dalla Bbc, in alcune aree della Campania oltre il 40% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni risulterebbe in sovrappeso.

Tra i territori maggiormente colpiti viene citato Ponticelli, quartiere della periferia orientale di Napoli, indicato come una delle realtà con una maggiore incidenza del fenomeno dell’obesità infantile.

Qui il problema del peso nei bambini si intreccia con diversi fattori sociali ed economici, dalle difficoltà nell’accesso a un’alimentazione equilibrata fino alle opportunità limitate per praticare attività sportive.

Un problema che riguarda molti Paesi

L’obesità infantile non rappresenta comunque un fenomeno esclusivamente italiano. Anche nel Regno Unito, da dove arriva l’analisi della Bbc, il problema è considerato rilevante.

Secondo dati citati da ricercatori dell’Università di Oxford e dello University College London, circa il 22% dei bambini britannici all’inizio della scuola primaria presenta condizioni di obesità o sovrappeso, percentuale che supera il 35% alla fine del percorso scolastico.

Il confronto mostra come la prevenzione dell’eccesso di peso nei giovani sia una questione internazionale, legata non soltanto alle scelte individuali ma anche ai contesti familiari, sociali ed educativi.

La riscoperta dell’equilibrio alimentare

Il dibattito sulla dieta mediterranea riporta l’attenzione sull’importanza di recuperare alcuni principi alla base di questo modello: varietà degli alimenti, equilibrio delle quantità, consumo prevalente di prodotti freschi e uno stile di vita attivo.

La sfida per l’Italia è mantenere il valore della propria tradizione alimentare adattandola alle esigenze della vita moderna, soprattutto per proteggere la salute delle nuove generazioni.

Redazione

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