Nel Bresciano la ludopatia continua a crescere, con una diffusione sempre più legata al gioco online. Secondo i dati emersi nel 2025, le perdite complessive generate dal gioco d’azzardo in provincia superano i 460 milioni di euro, un fenomeno che coinvolgerebbe tra le 20 e le 30 mila persone.
Il tema è stato al centro del convegno “Economia e Gioco d’Azzardo Patologico”, ospitato nella Sala Venturini di ATS Brescia, dove istituzioni sanitarie, professionisti del settore legale e contabile hanno analizzato l’impatto sociale ed economico della dipendenza da gioco.
A livello nazionale, il settore del gioco d’azzardo rappresenta un giro d’affari stimato in circa 160 miliardi di euro l’anno, una cifra superiore al Fondo sanitario nazionale. Le perdite nette complessive superano i 20 miliardi, con una crescente migrazione verso piattaforme digitali.
Il mercato online ha ormai superato quello fisico, segnando un cambiamento strutturale nelle modalità di accesso al gioco e aumentando le difficoltà di controllo e prevenzione.
Secondo Franco Milani, direttore socio-sanitario di ATS Brescia, il fenomeno è in crescita e in parte ancora sommerso. La quota di popolazione coinvolta nella dipendenza da gioco si attesterebbe tra il 2% e il 3%, con numeri che indicano una platea potenziale di circa 30mila persone solo nella provincia bresciana.
L’obiettivo principale delle istituzioni sanitarie è quello di intercettare precocemente i casi, prima che la situazione degeneri in un quadro di grave difficoltà economica e sociale.
Il divario tra giocatori e persone in cura resta ancora molto ampio, con i casi presi in carico dai servizi sanitari che rappresentano solo una minima parte del fenomeno reale. Nel 2025 i pazienti seguiti sono stati 426, in aumento rispetto ai 371 dell’anno precedente, ma ancora considerati una frazione del totale.
Un elemento centrale riguarda il ruolo delle nuove tecnologie. La diffusione degli smartphone e delle piattaforme digitali ha reso il gioco d’azzardo sempre più accessibile, soprattutto tra i giovani, aumentando il rischio di comportamenti compulsivi difficili da intercettare in tempo.
Secondo gli esperti, la prevenzione deve partire anche dal mondo scolastico, con programmi educativi rivolti agli studenti per riconoscere i rischi legati alle dinamiche di gioco e alle micro-transazioni presenti nei videogiochi.
Nel 2025 i progetti di prevenzione hanno coinvolto oltre 46.000 studenti, mentre sul territorio sono stati attivati diversi sportelli di supporto per famiglie e soggetti fragili. Nei primi mesi del 2026, sono già decine le richieste di consulenza, molte delle quali provenienti da parenti di persone con problemi di dipendenza.
Un ruolo sempre più importante è attribuito anche a commercialisti e avvocati, che spesso intercettano segnali di allarme come richieste di prestiti ripetuti o situazioni di indebitamento crescente.
Sul fronte economico e giuridico, le procedure di gestione della crisi del debitore possono includere percorsi di esdebitazione nei casi in cui venga certificata la patologia, consentendo al soggetto di ripartire da una situazione finanziaria sostenibile.
ATS Brescia ha investito negli ultimi anni oltre 6,7 milioni di euro nella lotta al gioco d’azzardo patologico, con una parte significativa destinata alla cura e un’altra alla prevenzione. Il territorio bresciano si distingue anche per la presenza di strutture specializzate, con una rete di posti letto dedicati tra le più sviluppate a livello regionale.
La sfida principale resta quella della prevenzione precoce, soprattutto tra i giovani, dove il gioco digitale e le dinamiche simili all’azzardo si stanno diffondendo con crescente rapidità.
Seguici su
Aggiungi bresciatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.